Si attende di conoscere l'esito dei tamponi effettuati ieri sugli immigrati ospiti della struttura di viale Belvedere ad Arpino. La misura è stata necessaria dopo che un occupante, richiedente asilo, è scappato ed è risultato positivo al Coronavirus. Ad annunciare alla sua comunità l'indagine epidiedimologica è stato il sindaco Renato Rea in un post pubblicato sulla sua pagina Fb, in cui riferiva che dalla Asl si era deciso di effettuare i tamponi a tutti i ragazzi ospiti della struttura. E così è stato fatto.

Ora si attende di conoscere il risultato, che potrebbe essere reso noto nella giornata di oggi.
Il richiedente asilo positivo, un senegalese di vent'anni, fuggito nella notte tra sabato e domenica scorsa e risultato positivo al Covid-19, è stato fermato a Foggia. È asintomatico. Un caso che ha creato clamore ad Arpino ma anche nei paesi limitrofi, perché il giovane non avrebbe dovuto muoversi dal proprio domicilio e invece ha viaggiato, presumibilmente in treno, incurante della sua possibile contagiosità. Il giovane senegalese potrebbe essere entrato in contatto con altri passeggeri e con altri cittadini di Arpino.

In paese il coro è praticamente unanime: il comportamento del richiedente asilo è inaccettabile sia perché è scappato da una struttura che l'ha accolto, e quindi sarebbe opportuno non ricollocarlo lì dato che ha palesemente dimostrato di non volerci restare, ma anche e soprattutto perché pur avendo contratto il virus, in barba a tutte le restrizioni in vigore, è andato in giro senza curarsi del pericolo rappresentato per gli altri. Un ulteriore dimostrazione di mancanza di rispetto per il prossimo, soprattutto per le persone più fragili. Dopo i sacrifici del lockdown e la grave crisi socio-economica innescata dalla pandemia, storie come queste fanno arrabbiare la popolazione. Infatti di cittadini indignati ce ne sono molti ad Arpino, chiedono di non far aumentare il numero di richiedenti asilo nel paese perché queste persone nella patria di Cicerone non ci vogliono stare e fuggono, come accaduto già a metà mese quando tredici migranti si sono dileguati dalla struttura che li ospitava.