Prospezioni geomagnetiche intorno al sito archeologico di Fregellae: a settembre si riparte con i sofisticati studi alla ricerca delle tracce dell'accampamento romano e delle installazioni militari utilizzate per l'assedio della città. Ormai non si scava più, come nelle classiche campagne del professore Filippo Coarelli, bensì si utilizzano nuove tecniche di indagine del sottosuolo, che consistono nella misurazione tramite apparecchi di alcune proprietà fisiche del terreno che possono rivelarne la presenza di strutture sepolti.

Il progetto è finanziato dall'Università di Oxford, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti. Collabora allo studio la British School at Rome con modalità Ert survey e Gradiometry survey. A spiegare i dettagli del progetto è il professore Pier Giorgio Monti che chiarisce: «Si tratta di indagini non invasive che integreranno quelle già effettuate l'anno scorso mediante il sistema Lidar (effettuate con un apposito drone) e con georadar. Sappiamo da molte fonti storiche che la città, ribellatasi a Roma per ottenere la cittadinanza romana, fu occupata e parzialmente distrutta dopo "diversi esiti di battaglie".

L'assedio romano non durò molto, visto che l'anno successivo i cittadini fregellani favorevoli a Roma e quelli che abitavano nei dintorni, soprattutto Fabrateria Vetus (attuale Ceccano), ebbero il permesso di ricostruire la città in un sito diverso e con un nome nuovo: Fabrateria Nova». «È una grande soddisfazione professionale poter partecipare a queste ricerche assieme a istituti universitari internazionali così importanti. Spero di poter anticipare nei prossimi mesi i risultati delle nostre ricerche auspica Monti e conclude L'interesse storico per la valle del Liri e il suo confine secolare hanno suggerito ai miei colleghi di Oxford di costituire anche un centro di ricerca, denominato "A Landscape of Conflict", di cui sono il referente italiano.
I risultati di queste ulteriori ma concomitanti ricerche verranno illustrati al prossimo convegno internazionale di Edimburgo».