C'è voluto quasi un giorno intero per domare le fiamme dell'incendio tra Falvaterra e Pastena che ha quasi raggiunto le abitazioni mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Ieri intorno alle 13 i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile e de La Benemerita di Ceprano, sono riusciti a fermare le fiamme ponendo fine al pericolo.

L'incendio, quasi sicuramente di origine dolosa, era partito nel pomeriggio di sabato, ma le operazioni di spegnimento si sono protratte fino a ieri.
Fondamentale il lavoro svolto da tutti i partecipanti all'intervento, sinergie preziose ed efficaci che anche ieri hanno sventato il pericolo di danni alle abitazioni, oltre quelli ambientali. Quando brucia la montagna un pezzo del polmone verde va in fumo, il patrimonio naturalistico si impoverisce e, in alcuni casi, gli edifici pubblici e privati vengono minacciati come, nei giorni scorsi, la chiesa settecentesca della Madonna delle Macchie e ieri le abitazioni.

Non sempre è facile circoscrivere l'incendio e fermare subito le fiamme, a volte ci vogliono ore, le persone rischiano spesso la vita e, in poco tempo, si registrano danni non indifferenti, il tutto per colpa di ignoti che appiccano il fuoco distruggendo alberi. Ettari di bosco vanno in fumo, le fiamme devastano la macchia mediterranea, i roghi vengono appiccati per fini speculativi o per ripicche o per incomprensibili ragioni.

Per combattere il fenomeno occorrono intense attività preventive antincendio complesse, ma sicuramente meno impegnative e rischiose degli spegnimenti.
Anche quest'estate il prezzo pagato dalla natura è alto, occorrono azioni forti preventive e quando accade bisogna fare quadrato e mettere in campo ogni strumento per risalire all'identità dei piromani.
Intanto ancora una volta, nel giro di pochi giorni si è costretti a registrare un nuovo incendio sul territorio.