Si è conclusa con successo la campagna estiva per gli scavi archeologici 2020 a Fontana Ranuccio, divenuta da quest'anno una eccezionale palestra formativa.
«Grazie al fondamentale contributo offerto da BancAnagni - spiega l'Istituto Italiano di Paleontologia Umana - gli archeologi dell'Ispu hanno potuto effettuare scavi e ricerche presso il sito preistorico di Fontana Ranuccio, in territorio di Anagni, dal 3 al 14 agosto. Il sito è uno dei più antichi in Italia ed è noto in tutto il mondo per il ritrovamento di reperti eccezionali come alcuni denti appartenenti a una specie umana molto arcaica, l'Homo Heidelbergensis, che viveva nel Lazio circa 400.000 anni fa, prima quindi dell'Uomo di Neanderthal.

L'Homo Heidelbergensis - spiega l'Ispu - cacciava e raccoglieva il cibo vagando sul territorio per sfruttare tutte le risorse disponibili. All'epoca, la regione era molto diversa da quella attuale e i gruppi umani che la abitavano dovevano convivere con animali come il Paleoloxodon, uno dei più grandi elefanti apparsi sulla terra». Dunque, come spiega l'Istituto, a Fontana Ranuccio circa 400.000 anni fa uno di questi gruppi umani ha sostato per un breve periodo presso uno stagno, costruendo i suoi strumenti con la pietra e le ossa degli animali cacciati. Fortunatamente, le condizioni ambientali hanno permesso la conservazione del sito, scoperto negli anni '70 in seguito ai lavori in una cava di pozzolana.

Nell'ultimo decennio, gli scavi archeologici a Fontana Ranuccio sono ripresi proprio grazie al lavoro degli archeologi dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana, in collaborazione con l'Università di Trento. Dal 2020, inoltre, lo scavo è divenuto una palestra formativa per i partecipanti, che hanno seguito i corsi altamente qualificati di metodologia archeologica e tecniche si laboratorio, attraverso le conferenze del professor Giorgio Manzi dell'Università "La Sapienza" di Roma e degli esperti Luca Bellucci (Museo Paleontologico di Firenze) e Italo Biddittu (Museo di Pofi). Infine, grazie all'archeologa Serena Vona, i cittadini di Anagni e non solo, hanno potuto visitare sia gli scavi che la sede dell'Ispu.