Sarà un autunno all'insegna del lavoro quello che attende i lavoratori dello stabilimento Fca di Piedimonte che sono rientrati sulle linee da alcuni giorni dopo le ferie estive. Secondo quanto trapela da fonti ben informate la produzione andrà avanti a pieno regime anche nei mesi di settembre e ottobre. Ovvero: ci saranno delle giornate di cig ma lo stop sarà davvero minimo. A ieri, 26 agosto, non è giunta infatti ancora alcuna comunicazione di cig ordinaria che va comunicata ai sindacati con almeno 25 giorni di anticipo, questo significa che si lavorerà senza alcuno stop nelle prime tre settimane del mese prossimo, e probabilmente sarà così anche per ottobre.

Certamente una notizia che non dispiace agli operai dello stabilimento di Piedimonte che fino ad oggi tra cassa integrazione e lockdown hanno lavorato pochissimo e hanno visto decurtarsi la busta paga, in alcuni casi, anche del 50%.
Il doppio fattore
La ripresa produttiva è dovuta a due fattori: anzitutto il dovere recuperare il blocco avuto durante il periodo acuto dell'emergenza sanitaria e in secondo luogo la necessità di smaltire le ultime unità di Giulietta che entro fine anno uscirà di produzione: la compatta di segmento C è sulle linee dal 2010.
L'autunno servirà quindi anche a progettare il futuro: nel 2021 sulle linee del sito pedemontano arriverà infatti il Suv della Maserati, il cosiddetto Levantino, e ci saranno le nuove versioni di Giulia e Stelvio con la variante ibrida.

Ma il 2021 sarà anche e soprattutto l'anno della fusione con Psa che darà vita al gruppo automobilistico Stellantis. E in questo caso le speranze viaggiano di pari passo con i timori tant'è che la Fim-Cisl mette in guardia: «È importante che non ci sia una "francesizzazione" e bisogna quindi vedere come i piani sulle piattaforme si andranno a riverberare sulle fabbriche, a partire da quelle italiane. Vogliamo aprire tavoli per capire come sarà riorganizzata la filiera. Importante - spiega il leader Fim Roberto Benaglia - è che l'indotto italiano, molto forte, abbia assunto una dimensione internazionale. Ma la filiera della componentistica è da difendere con tutti i mezzi: è la spina dorsale della nostra manifattura. I fondi europei dovranno servire a garantire la sua modernizzazione, sostenendone investimenti in tecnologie e formazione. E in questo, Stellantis avrà un ruolo centrale. L'autunno sarà decisivo per la ripartenza delle imprese, competitività e tutela dei lavoratori sono le priorità. Non basta il blocco licenziamenti per pensare di dormire sonni tranquilli».

A proposito degli incentivi il sindacalista mostra invece pollice verso: «Dopo i 50 milioni andati esauriti in breve, da settembre ce ne saranno altri 410, più 90 milioni per le infrastrutture di ricarica. Temo, però, che non possano rispondere alle esigenze del mercato, essendo anche inadeguati rispetto agli aiuti decisi da Francia e Germania. Dovranno essere riproposti e potenziati».
C'è però un'altra partita che si giocherà parallelamente nei prossimi mesi, ma che riguarda nello specifico lo stabilimento Fca e l'indotto dell'automotive. Lo scorso mese di giugno la Regione Lazio ha dato infatti il via libera all'area di crisi complessa, su proposta del presidente dell'Aula Mauro Buschini.

Il quale spiega: «Oltre alla proroga del divieto di licenziamento degli ammortizzatori sociali per tutto il 2020, abbiamo impegnato il Presidente Zingaretti e la giunta regionale a presentare istanza al Ministero dello Sviluppo economico per estendere all'Area del sud della Provincia l'area di crisi industriale complessa e di istituire, nell'immediato, un tavolo coinvolgendo tutti gli operatori per un accordo di programma a favore del settore. Anche alla luce delle mobilitazioni che ci sono state nel cassinate di molti operai ovviamente preoccupati per il loro futuro, occorrono unità di intenti e ricerca di soluzioni concrete. Nessuno deve essere lasciato solo nell'affrontare le conseguenze di questa drammatica crisi».