Si ripropone ogni anno il fenomeno del randagismo a Ferentino. Quest'anno forse anche per paura del coronavirus (è bene sapere, secondo gli esperti, che cane e gatti non trasmettono il virus all'uomo. Ma è possibile il contrario, cioè che il padrone trasmetta la malattia al suo cane o gatto, anche se rarissimo: ad oggi nel mondo è accaduto solo in 5 casi.

Per cui in tutti questi animali, all'origine dell'infezione c'è la malattia dei loro proprietari), o per andare in vacanza, costi quel che costi, sembra che si sia intensificata la detestabile manifestazione dell'abbandono dei cani sulle strade e nelle campagne.
È un atto grave l'abbandono di cani e gatti, lasciati senza cibo e acqua, con temperature proibitive ed esposti al traffico veicolare.

Proprio ieri ricorreva la giornata internazionale del cane, il migliore amico dell'uomo. In zone diverse della città, fra cui Pareti Cornella, segnalano la presenza dei branchi di cani di notte, che talvolta vanno pure all'assalto dei contenitori dei rifiuti per la raccolta differenziata. Quindi l'esistenza dei cani randagi è figlia dell'abbandono di essi.

Il randagismo, si sa, è un problema per i Comuni che devono fare ricorso all'accalappiamento e al mantenimento dei "quattro zampe" solitari in strutture adeguate, con costi notevoli. Il Comune di Ferentino spende 47.000 euro per il servizio offerto dal canile rifugio e canile sanitario, nel periodo che va dal 1 marzo al 31 dicembre 2020, che serve a mantenere e curare i cani randagi già ricoverati e gli altri accalappiati sul territorio comunale, per assicurare e garantire il servizio necessario.

Un atto dovuto quello del Comune in quanto la legge obbliga il ricovero preventivo degli animali accalappiati, si spera senza particolari sofferenze per le povere bestiole abbandonate, all'interno di un canile in regola.
L'amministrazione Pompeo ha affidato il servizio ad un'unica struttura, che garantisce il mantenimento e la cura dei cani già a ricovero e di eventuali altri fido vaganti.