Nessuna istigazione all'odio razziale. Nessuna minaccia aggravata. Soltanto un richiamo al rispetto delle regole su distanziamento fisico e obbligo di indossare la mascherina e un auspicio al ritorno di norme più ferree per l'ingresso sul territorio nazionale di stranieri. Si giustifica così il trentaquattrenne militare frusinate, di stanza in Toscana, che ha deciso a di affidarsi all'avvocato Giampiero Vellucci per la difesa, finito nel mirino dell'autorità militare e della magistratura ordinaria per un acceso diverbio avuto con alcuni extracomunitari nei primi giorni di agosto.

Durante un'attività di perlustrazione del territorio, infatti, l'uomo si sarebbe imbattuto in un gruppo di immigrati al lavoro nei campi, intenti a raccogliere pomodori e altri oltraggi. Improvvisamente sarebbe sceso dal mezzo e si sarebbe avvicinato agli stranieri perché non rispettavano la distanza di almeno un metro l'uno dall'altro e soprattutto non indossavano le mascherine. Secondo quanto gli è stato contestato, avrebbe iniziato a inveire contro gli immigrati, inneggiando a Salvini e a un suo ritorno al Governo per mettere più paura ai suoi interlocutori.

Per l'accusa, l'uomo si sarebbe scagliato violentemente contro gli immigrati con offese e invitandoli ad andarsene dall'Italia, prospettando loro un ritorno nei Paesi d'origine nel caso in cui fosse il leader della Lega a gestire le politiche migratorie in Italia.
Lo sfogo dell'uomo non è passato inosservato. Tanto più che l'accesa discussione è stata piuttosto concitata con gli animi che si sono subito surriscaldati alle prime parole del militare all'indirizzo dei lavoratori stranieri.
Da qui è partito un procedimento disciplinare, ed è stata avviata anche un'indagine dalla magistratura ordinaria. I reati ipotizzati sono due: minaccia aggravata e istigazione all'odio razziale. La difesa respinge le accuse