È partita la sperimentazione del vaccino italiano per il Covid-19. All'istituto Spallanzani di Roma sono arrivati i primi volontari tra i 90 scelti nelle procedure di selezione. È stata una donna di 50 anni, romana, la prima a testare il vaccino messo a punto dall'azienda ReiThera. La donna ha chiarito che la sua scelta è legata al fatto di dove «andare all'estero, per lavoro, nel golfo Persico». Poi ha aggiunto: «spero che questo mio gesto possa essere d'aiuto per salvare vite e spero che le persone siano più responsabili».
I primi test, dedicati al controllo della sicurezza, interesseranno un gruppo di novanta volontari. Secondo le previsioni, se tutto andrà bene, a primavera potrebbero essere disponibili le prime dosi del vaccino.
L'investimento è stato di 8 milioni di euro, di cui 3 dal ministero della Ricerca scientifica e 5 dalla Regione Lazio.

In tanti avevano risposto all'appello al punto che i volontari erano stati 5.000. Sono stati selezionati i più idonei e quelli in salute. Metà hanno tra i 18 e i 55 anni, l'altra metà ne ha più di 65. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti afferma: «Allo Spallanzani inizia la sperimentazione del vaccino anti Covid sugli esseri umani, finanziata dalla Regione Lazio e dal ministero della Ricerca. Un bellissimo traguardo per la scienza e la medicina italiana». Quindi aggiunge: «Il vaccino italiano sarà pubblico. Un bene comune a disposizione di tutti coloro che ne avranno bisogno. La Regione seguirà passo dopo passo il processo di sperimentazione che parte oggi (ieri, ndr) allo Spallanzani, per arrivare il prima possibile alla distribuzione».

Soddisfatto anche il ministro della Salute Roberto Speranza: «Una notizia importante: è iniziata la sperimentazione sull'uomo del vaccino italiano. Le intelligenze e la ricerca del nostro Paese sono al servizio della sfida mondiale per sconfiggere il Covid».
Ma nel girono della sperimentazione del vaccino, si sono scatenati i no vax con attacchi social allo Spallanzani. Subito è intervenuto l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato: «Gli attacchi, apparsi sui profili social contro l'Istituto Spallanzani, da parte dei no vax nei confronti degli operatori sanitari e dei ricercatori che dal 29 gennaio di quest'anno stanno in prima linea nel contrasto al Covid19, sono vili e ingenerosi. Chi attacca l'istituto Spallanzani attacca l'Italia».