Metà settembre. metà ottobre e fine ottobre. Sono le date previste per la fornitura alle scuole dei banchi monoposto. È quanto emerso dalla riunione tra il commissario straordinario Domenico Arcuri, la ministra Lucia Azzolina, il presidente dell'Anci, i direttori degli uffici scolastici regionali e i rappresentanti sindacali delle personale scolastico e dei dirigenti.
Per la distribuzione dei banchi (ne sono attesi 2.433.000) saranno considerati come criteri prioritari l'indice di contagiosità Rt e la curva dei contagi regionali, l'assegnazione prioritaria alle scuole primarie, la data di inizio delle lezioni e il rapporto tra dotazione e spazi incrementati all'esterno.

Inoltre ogni giorno saranno distribuiti nelle scuole 11 milioni di mascherine destinate al personale a gli studenti nonché 170.000 confezioni di gel disinfettante per l'igiene delle mani. I segretari generali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal commentano così l'incontro: «Non sono i banchi l'unico problema da affrontare, forse nemmeno il più importante, dal momento che i tempi di consegna, com'è ormai ampiamente noto, andranno ben oltre la data di inizio delle attività e occorrerà attendere settimane prima che sia completata la fornitura. Le scuole invece devono essere messe da subito nella condizione di ripartire in sicurezza: compito difficile e complesso, di cui finalmente tutti si stanno rendendo conto».

Oltre a chiedere criteri e priorità di distribuzione dei banchi i sindacati puntano sulla «immediata attivazione di quanto prevede il protocollo di sicurezza, a partire dall'attivazione di tutti i tavoli di monitoraggio, a ogni livello». Ma non solo: «È fondamentale garantire alle scuole, da subito, tutto ciò di cui hanno bisogno per organizzare e gestire in sicurezza la loro attività: le risorse assegnate agli Usr per soddisfare il fabbisogno di posti aggiuntivi vanno immediatamente integrate con quelle previste dal "decreto agosto", riteniamo che sia questa oggi un'assoluta priorità su cui servono scelte chiare e immediate».
Per il governo, come ribadito più volte anche dalla ministra Lucia Azzolina, la riapertura delle scuole il 14 settembre resta una priorità. Anche se poi, va detto in base all'autonomia ogni istituto aprirà a proprio piacimento. Per quanto riguarda la mascherina andrà indossata quando non è possibile mantenere le distanze (e il problema sarà se non arriveranno i banchi singoli). Andrà usata ogni volta che ci sia alza dal banco, ma non per le interrogazioni.

Con la febbre si resta a casa. Sarà onere delle famiglie misurare la temperatura prima di mandare i figli a scuola. Se ci saranno dei casi sospetti, andranno subito isolati con la mascherina in un'aula dedicata in attesa dell'arrivo dei genitori. Starà poi a loro dopo valutazione del medico o pediatra stabilire se farà il tampone o meno. A scuola si potrà rientrare solo dopo tre giorni in cui la febbre è passata. Resta poi il nodo se un positivo determinerà la quarantena di tutta la classe o dell'intero istituto. Gli insegnanti in quarantena poi non potranno lavorare neanche a distanza essendo considerati in malattia.