Era l'agosto del 2004. La polemica sullo stato di abbandono di un monumento che a giusto titolo può essere considerato un gioiello architettonico e storico era diventata il cavallo di battaglia allora di Legambiente.

Il presidente del circolo cassinate di Legambiente, Edoardo Grossi, aveva sostenuto un'accesa battaglia contro l'incuria, la scarsa manutenzione e lo stato di abbandono in cui si trovava il cimitero di Sant'Egidio.
Anche a seguito di episodi di furti di alcune pietre di inestimabile valore.

Ne aveva fatto seguito una campagna di recupero che è riuscita a riportare il monumento all'antico splendore.
Ora, però, la vegetazione incolta e l'incuria stanno nuovamente facendosi strada.

E a tuonare, adesso nella veste di membro dell'Ansmi, è sempre Grossi che non ha mani abbandonato la battaglia ambientalista che afferma: «Uno stato di abbandono che lascia senza parole. Lancio una provocazione: forse per preservare questo monumento devo candidarmi a sindaco di Terelle! Ovviamente l'intento resta quello di riuscire a tornare al post recupero».