Utilizzavano serbatoi dell'auto sostituiti con "siluri" identici agli originali ma modificati per trasportare cocaina e hashish. Droga che da Casalecchio di Reno (Bologna), Ostia, Albania e Germania, arrivava in alcune piazze di spaccio della Ciociaria. Consegne settimanali, e quando non si riusciva a recapitare dall'Emilia, si raggiungeva Perugia.

Erano due le auto impiegate, quella su cui era nascosta la sostanza stupefacente e una staffetta con il compito di avvisare della presenza delle forze dell'ordine.
I viaggi erano effettuati con vetture a noleggio (se non erano disponibili quelle già predisposte), come una Fiat Multipla a metano.

La droga arrivava in particolare a Frosinone, Ferentino, Fiuggi, Vico nel Lazio, Alatri e Sant'Elia Fiumerapido.
Sono le accuse contenute nelle carte dell'operazione denominata Bazar, condotta dai carabinieri delle compagnie di Frosinone e Alatri. Ora in sedici rischiano il processo. La procura di Frosinone ne ha richiesto il rinvio a giudizio e il gip ha fissato al 18 settembre l'udienza preliminare.

All'epoca, nel settembre del 2019, erano stati destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere Myftar Balliu detto Angelo, 28 anni, albanese, residente a Ferentino, Massimiliano Severa, 53, di Fiuggi, Achille Terrinoni, 29, di Fiuggi, Valentino Bronzetti, 31, di Vico nel Lazio, e Valerio Nanni, 35, di Fiuggi. Con loro rischiano il processo anche Mateo Balliu, detto Bolo, albanese, 23 anni, residente a Ferentino, Alessandro Bronzetti, 25, di Frosinone, Cristian Cavalli, 31, di Ferentino, Alessio Corona, 31, di Vico nel Lazio, Marco Biondi, 33, di Fiuggi, Consuelo Di Lorenzis, 47, di Ostia, Fjoralbi Fejzo, 23, albanese, di Ferentino, Felice Fiorini, 27, di Vico nel Lazio, Patrizia Fiorini, 51, di Vico nel Lazio, Lorenzo sabellico, 44, di Alatri, Jesus Alfredo Santucci, 28, cileno, di Torre Cajetani, Marius Catalin Traistaru, 30, romeno, di Sant'Elia Fiumerapido.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Marco Maietta, Tony Ceccarelli, Giampiero Vellucci, Angelo Testa, Rachele Ludovici, Maria Grazia Patrizi, Gianluca Presutti, Paolo Di Benedetto, Antonio Ceccani, Riccardo Masecchia e Alioska Baccarini.

I trasporti di stupefacente finiti nel mirino dei carabinieri sono avvenuti da novembre del 2017 fino al 6 giugno 2018. In particolare dei viaggi effettuati da Bologna e Perugia sono accusati i due Balliu, Biondi, Nanni, Cavalli e Fejzo. Lo stupefacente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, veniva ceduto ad altri e poi immesso sul mercato in alcune piazze di spaccio tra le quali Fiuggi, Ferentino, Veroli e Vico nel Lazio.

L'inchiesta è nata dopo le dichiarazioni di un confidente che ha messo in allarme i carabinieri che poi hanno condotto l'indagine utilizzando anche intercettazioni, appostamenti e, progressivamente che l'operazione si allargava, arresti e sequestri. Durante uno dei trasporti da Bologna l'auto tallonata dai carabinieri era rimasta imbottigliata in autostrada a seguito di un incidente.
In quella circostanza era scattato l'arresto di Myftar Balliu che per quel fatto è stato processato e condannato in primo grado con il rito abbreviato.
Secondo quanto ha scritto il gip nell'ordinanza di custodia cautelare «la quantità e, per molti, la qualità della sostanza commercializzata è tale da rendere le condotte contestate estremamente allarmanti per la collettività». Per molti di questi, peraltro, l'attività rappresenta «fonte esclusiva o, in maniera rilevante e decisiva, integrativa del reddito personale e familiare».