Muore a trent'anni in moto, chiesto il rinvio a giudizio per il conducente dell'auto coinvolta nell'incidente.
Fabio Zonfrilli perse la vita nel tardo pomeriggio del 25 luglio del 2019 a Melfi di Sotto: il terribile impatto con una Punto fu fatale.

Ora a distanza di poco più di un anno il pm Siravo ha chiesto il processo a carico dell'automomobilista.
La notizia arriva a conclusione delle indagini preliminari, affatto facili. Il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per U.C. di 71 anni di Pontecorvo e ora si attende che il gup Sodani fissi l'udienza preliminare.

La notizia della morte di Fabio, dipendente della Agc Automotive e conosciutissimo in tutta la provincia anche per aver giocato in varie squadre di calcio della zona fu un vero e proprio terremoto: non solo la città fluviale ma l'intero territorio furono scossi dalla tragedia.

La seconda a distanza di pochi giorni dalla morte di Roberto Sandirocco, trentunenne di Pontecorvo.
Fabio stava procedendo in sella alla sua moto Suzuki Bandit 600 sulla Strada provinciale 99 "Melfi" in direzione Roccasecca-Pontecorvo quando l'impatto con la punto fu fatale: troppo gravi le ferite. Inutili i soccorsi.

Un processo ad alta tensione
Sarà un processo carico di tensione «da cui si attendono risposte sia i genitori che i fratelli del giovane» fa sapere il responsabile della sede di Roma, Angelo Novelli, dello, Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, in collaborazione con l'avvocato del Foro di Napoli Vincenzo Cortellessa.
Per fare piena luce sui drammatici fatti è stato affidato a un consulente tecnico d'ufficio, il dottor Lucio Pinchera, una perizia cinematica per ricostruire la dinamica e le cause dello schianto: alle operazioni peritali ha partecipato, come consulente di parte della famiglia, l'ingegner Francesco Galise, messo a disposizione da Studio3A.

«Il ctu ha concluso il suo elaborato non ravvisando alcun concorso di colpa da parte della vittima» continuano dallo Studio3A. Ora la parola spetta sempre al giudice.