Non c'è pace per il commercio a Cassino, da sempre un settore vitale, diversificato e capace di attirare cittadini da tutto l'hinterland. Difficile rialzarsi dalla morsa della crisi già esistente e dall'effetto Covid.
Con l'aggiunta delle continue ricadute negative derivanti da un settore automotive fermo o rallentato. Neppure i saldi sembrano smuovere particolarmente la difficile situazione.

«Prezzi più bassi del solito e misure anti-covid che condizionano la vendita  - spiega da ConfimpreseItalia Maurizio Coletta - Anche se la partenza è in sordina e il Governo ha sbagliato a non averli fatti partire prima in tutta Italia». Ma il nocciolo è anche un altro. «La città è priva di presenze straniere, di turisti. Gli alberghi  - continua - sono quasi vuoti e i ristoranti lavorano bene solo per il fine settimana. Negozi di abbigliamento in crisi come le calzature, l'e-commerce ha destabilizzato le piccole attività del centro città mettendo a rischio tanti posti di lavoro. In sofferenza si vedono pure i centri commerciali con negozi che chiudono.

È tutto l'insieme che non crea più l'interesse di un tempo, il Covid ha creato seri danni, ripartire non è facile pensando a un autunno caldo con vari problemi.
Ma la crisi è totale dal momento in cui si assiste alle chiusure pure dei grandi gruppi di abbigliamento e calzature».

Resta fermo sulla posizione di «un'economia diversa e un modo di operare radicalmente modificato» ma è anche consapevole che «non sarà facile». E a livello centrale Coletta invoca ancora «un cambio di passo con estrema urgenza». Il resto è già storia, triste e desolante per la città ai piedi dell'abbazia. I clienti entrano ma non eccessivamente mentre il popolo dei turisti non è mai approdato per bene.