«Bisogna che si dia inizio a denunce collettive per dire stop ai roghi tossici di rifiuti speciali nel Cassinate». Con queste parole Edoardo Grossi ha puntato il dito contro uno dei fenomeni che interessano Cassino e il Cassinate e che sembrano non avere fine. L'altra sera, spiegano gli ambientalisti, i fumi irrespirabili di un rogo hanno investito una vasta zona tra via Sferracavalli, San Silvestro, il carcere, via Caira, via Abruzzi e via XX Settembre.

«Ma anche il centro di Cassino, fino a Caira e alla Foresta a Cervaro - prosegue Grossi, membro dell'Ansmi -. La magistratura è stata già coinvolta e tra ottobre e gennaio si celebreranno due processi per fatti del 2017 e 2018, ma bisogna che la cittadinanza si attivi sul fronte della lotta alla pratica criminale dello smaltimento illegale di rifiuti speciali e di materiali vari. Le sostanze rilasciate e immesse in atmosfera a seguito delle combustioni sono estremamente pericolose per la salute. Nonostante il Comune sia stato allertato dalla prefettura di Frosinone e dal ministero dell'Ambiente, la situazione non è cambiata».

Il fenomeno, molto serio, non deve essere sottovalutato sia per la salute umana, sia per l'aspetto ambientale: «L'inquinamento si propaga anche nel suolo e nella falda acquifera sottostante contribuendo a compromettere la catena alimentare e i prodotti animali e agro-alimentari del nostro territorio» conclude Grossi.