Lo stop di Fca ai fornitori italiani finisce in Parlamento. Tacciono, al momento, deputati e senatori della Ciociaria anche perché, come evidenziato nei giorni scorsi, l'indotto cassinate non dovrebbe avere particolari ripercussioni visto che lo stop riguarda i fornitori di utilitarie mentre lo stabilimento ai piedi dell'abbazia è destinato a produrre auto di lusso, il cosiddetto segmento premium con i marchi Alfa Romeo e Maserati. Ma la paura che sia solo un primo passo c'è per tutti.

Intanto, la frenata immediata ci sarebbe per l'indotto piemontese, così la deputata di FI Claudia Porchietto intende presentare un'interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli per sapere quali «strategie ha messo in campo il governo per salvaguardare la più importante filiera produttiva italiana». E ha aggiunto: «Nelle ultime 48 ore una parte della filiera si è vista recapitare una email dal principale player operante in Italia che stoppa le assegnazioni su almeno tre piattaforme. La Francia ha investito 8 miliardi nell'auto, noi 50 milioni con la promessa di altri 500 per l'ecobonus».

Anche i sindacati richiamano il governo alle proprie responsabilità. Dopo Fernando Uliano della Fim-Cisl interviene oggi Michele De Palma della Fiom-Cgil: «La mancanza di un piano strategico per l'industria dell'automotive e l'assenza di un confronto tra imprese, sindacati e Governo sulla transizione tecnologica - dice - stanno mettendo a rischio il principale asset dell'industria metalmeccanica, i cui effetti sarebbero drammatici non solo per le aziende e i lavoratori della componentistica ma anche per tutte le maestranze che producono dalla siderurgia all'informatica. Mentre Francia e Germania investono e vincolano le imprese a piani che tutelano l'occupazione, in Italia il confronto non è nemmeno partito.

È necessario bloccare i licenziamenti e adeguare gli ammortizzatori sociali, investire nella formazione e nell'innovazione di prodotto necessari alla salvaguardia e all'implementazione dell'occupazione. L'Italia è a un bivio: una strada è l'eutanasia, l'altra è una nuova vita per settore anche attraverso i fondi del Recovery Fund. Ci mobiliteremo perché l'automotive è per l'Italia lo strumento per realizzare nuova occupazione giovanile e dare sostenibilità ecologica alla mobilità». Intanto a Cassino c'è attesa per i nuovi modelli. Oltre al Levantino ieri è comparsa una foto-spia della Giulia versione ibrida. Muso analogo ma - rivelano gli esperti - fanaleria e profili rivisti, con assottigliamento e qualche nervatura che cambia.