La lotta alle polveri sottili si sviluppa su più fronti. Il nuovo piano di risanamento della qualità dell'aria, licenziato dalla giunta regionale, propone nuove misure e conferma le vecchie. Stante la situazione fortemente penalizzante nella Valle del Sacco sono state individuate delle misure specifiche per questo territorio. Tra le misure che vengono imposte c'è lo stop all'accensione dei fuochi (divieto assoluto di combustione all'aperto di qualsiasi tipologia), una pratica lungamente diffusa e scarsamente contrastata soprattutto nelle campagne, ma anche a ridosso dei centri cittadini.

Sul tema è intervenuto un lettore del capoluogo per segnalare non solo il ripetersi di questi fenomeni, nonostante i divieti per le polveri sottili e, da ultimo, per il Covid, ma anche la difficoltà a fare intervenire qualcuno. Scrive: «Abito in via Ceccano e sistematicamente tutte le notti accendono fuochi e assicuro che non si tratta di sterpaglie, a volte anche all'alba, per evitare che le autorità possano intervenire, il problema sono proprio le autorità, moltissime volte ho chiamato i carabinieri che poi mi passano i vigili del fuoco che a loro volta mi rimandano alla polizia municipale la quale dichiara di non aver personale a sufficienza per poter intervenire e tutto rimane così».