Il primo mese del secondo semestre dell'anno si apre ancora con il segno meno per quel che riguarda le immatricolazioni di nuove auto in Italia, ma i risultati di luglio - sia per Fca che per l'intero mercato dell'auto - sono leggermente più confortanti, con perdite meno consistenti rispetto a quelle dei mesi scorsi.
Il Ministero dei Trasporti ha comunicato che a luglio 2020 in Italia sono state immatricolate poco più di 136.000 vetture, in calo dell'11% rispetto allo scorso anno.

Fiat Chrysler Automobiles ha registrato un andamento leggermente migliore rispetto a quello del mercato: le immatricolazioni del gruppo sono scese del 9% rispetto allo stesso mese del 2019. Nello specifico al marchio Alfa Romeo e, dunque, allo stabilimento di Cassino, l'emorragia di vendite è invece ancora evidente. Il Biscione registra risultati nettamente peggiori rispetto al resto del mercato italiano che chiude il mese di luglio con un calo del -11% e con un totale di 136.000 unità vendute.

Per quanto riguarda Alfa Romeo, invece, le vendite di luglio sono state appena 1.724 unità, in netto calo rispetto alle oltre 2.000 unità vendute del mese di luglio dello scorso anno. Nel confronto con il 2019, infatti, Alfa Romeo ha registrato un calo percentuale del -20%. Al termine dei primi sette mesi del 2020, il quadro per Alfa Romeo continua a essere davvero molto negativo. Il marchio italiano, tra gennaio e luglio, fa registrare un totale di 8.550 unità vendute, un dato in netto calo rispetto alle 16.000 unità vendite dello scorso anno.
Nei primi sette mesi dell'anno le vendite si sono praticamente dimezzate con un calo percentuale vicino al 50%. In questo caso il dato di Alfa (che perde in sette mesi poco più del 48%) non è però lontano dal Consuntivo del mercato italiano dell'auto che tra il primo gennaio e il 31 luglio 2020 ha registrato 720.000 unità vendute con un calo che sfiora il 42 rispetto al 2019.

Addio Giulietta, Stelvio arranca
Le vendite di Giulietta sono ormai al lumicino, tant'è che nei prossimi mesi la compatta di segmento C uscirà di produzione. Ma anche Giulia e Stelvio iniziano ad arrancare: non si conoscono nel dettaglio i numeri della berlina, mentre il Suv, nei primi sette mesi dell'anno, perde il 54%, ovvero più del marchio che complessivamente cala del 48% come abbiamo visto. Stelvio a luglio si è fermato a 794 unità vendute facendo registrare un calo del -25% (anche in questo caso peggiore rispetto ai dati del marchio che perde poco il 20%) rispetto al luglio scorso. Dopo i primi sette mesi dell'anno in corso, lo Stelvio raggiunge quota 3.426 unità vendute sul mercato italiano. Per il Suv si tratta di un calo del -54% rispetto ai dati raccolti lo scorso anno. Il calo registrato dallo Stelvio è, quindi, nettamente più marcato rispetto a quello registrato, globalmente, da Alfa Romeo. Il prossimo anno è previsto il debutto dei restyling di Giulia e Stelvio, con il probabile debutto anche delle nuove varianti ibride e sempre nel 2021 a Cassino, sulla piattaforma Giorgio, verrà prodotto anche il Levantino della Maserati.

Fusione, speranza e timori
Il 2021 sarà però soprattutto l'anno della fusione con il gruppo francese di Peugeot. Una fusione che secondo molti analisti vedrebbe l'Italia penalizzata a discapito della Francia dove lo Stato è azionista del gruppo Psa, ma non è così per Mike Manley che ha garantito la realizzazione del piano industriale e, quindi, dei nuovi modelli. Tuttavia la lettera con la quale ieri Fca ha chiesto ai fornitori di interrompere immediatamente tutte le attività di ricerca, sviluppo e produzione per le auto più piccole del brand, che da ora in poi verranno costruite con il "modello francese", ha gettato qualche altra ombra. Si tratta delle auto di segmento B, quindi non ci sarebbe un effetto immediato per quel che riguarda l'indotto di Cassino. Ma i sindacati restano vigili, non solo per quel che riguarda questo aspetto dell'indotto ma per tutta la partita della fusione. Nella sua recente visita a Cassino il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha rinnovato l'invito al Governo ad aprire un tavolo con azienda e parti sociali.