A fuoco ettari di verde nelle colline che sovrastano Belmonte Castello. L'incendio, partito domenica e per il quale si è reso necessario l'intervento di un Canadair che ha sorvolato l'area per ore, è ripartito ieri pomeriggio. A evidenziare la criticità della situazione Edoardo Grossi, noto ambientalista in campo da anni nel territorio. «Proprio nei giorni scorsi avevo scritto al ministro Sergio Costa, di puntare sulla prevenzione, far pattugliare le zone a rischio incendi, se numericamente i carabinieri forestali sono insufficienti, di avvalersi dei volontari ambientalisti e dell'esercito - spiega in un post Edoardo Grossi - Costerebbe meno fare prevenzione sul tutto il territorio nazionale che alcuni voli di Canadair ed elicotteri vari».

E domenica le fiamme non sono state domate nonostante ci sia stato per ore l'intervento di un Canadair e di un elicottero della Protezione civile. Ieri mattina l'incendio, che sarebbe potuto essere spento con un nuovo e incisivo intervento, ha ripreso a camminare a devastare altra vegetazione a alberi.
Fiamme nel weekend anche a Piedimonte San Germano, sempre in montagna. 

Numerose le segnalazioni dei residenti, fortunatamente i roghi si sono verificati lontano dalle aree residenziali e abitate, ma i danni causati alla flora e alla fauna sono inestimabili. Nei mesi estivi, ancor più di quelli invernali, sono tanti gli appassionati che si avventurano nei sentieri immersi nel verde delle montagne, alcuni più sprovveduti però non usano le dovute attenzioni. Soprattutto in queste settimane di intensa afa e caldo basta davvero poco a far divampare un incendio. Ma a metterci il carico sono gli incendi dolosi.