Il problema del Liri "malato" approda in Senato e da qui sul tavolo del governo. La questione abbraccia due regioni, Abruzzo e Lazio, e la paura è legata all'inquinamento ambientale. Sindaci, XV comunità montana, associazioni, territori, consorzi di bonifica, Arta Abruzzo e ArpaLazio: tutti questi attori da settimane stanno dialogando e attenzionando il fiume dopo il ripetersi della presenza di una sospetta schiuma bianca, ma anche con la moria di pesci avvenuta il 13 luglio scorso in località Valfrancesca, a Sora. Nei giorni scorsi è stato investito del problema anche il ministro dell'ambiente Sergio Costa.

Durante una seduta a Palazzo Madama, i senatori leghisti William De Vecchis (originario della Valle di Roveto) e Gianfranco Rufa di Veroli, rivolgendosi al ministro Costa hanno chiesto come "intenda intervenire al fine di chiarire tutte le cause che hanno contribuito ai recenti gravi fenomeni di inquinamento ambientale nelle acque del fiume Liri e se intenda a tal fine valutare la possibilità di sollecitare le Arpa territorialmente competenti affinché individuino in maniera congiunta la più idonea campagna di monitoraggio necessaria a verificare tempestivamente la situazione e prevenire il verificarsi di nuovi e ingenti danni alla biodiversità".

Intanto l'Arpa Lazio ha intensificato il monitoraggio con l'indivi duazione di ulteriori punti di campionamento dove eseguire prelievi a cadenza mensile. Da questo mese, e per almeno un semestre, sarà effettuato un monitoraggio delle acque fluviali nelle stazioni ordinarie di campionamento lungo il Liri e il Fibreno (FiumeLiri-Garigliano 1 Sora, Le Compre, Fiume Liri-Garigliano 2 Ceprano e Fiume Fibreno 2 Sora), alle quali saranno aggiunte altre tre stazioni intermedie, in corrispondenza degli abitati di Sora (Liri-Garigliano 1 bis Liri-Garigliano 1 ter) e di Isola del Liri (Liri-Garigliano 1 quater).

La decisione è arrivata dopo i risultati delle analisi del 7 luglio scorso che hanno rilevato elevati valori dei parametri BOD5 e COD, azoto ammoniacale, azoto nitroso e solidi sospesi, alte concentrazioni di alluminio, ferro e manganese nonché presenza di metalli come nichel, piombo, cromo e anche la presenza di indicatori di contaminazionefecale ediidrocarburi pesantie tensioattivi nei pressi della diga di Valfrancesca. L'Arpa Lazio ha attivato contatti con l'Arta Abruzzo per concordare gli interventi.