Agosto è iniziato nel peggiore dei modi. Sembra che questo 2020 riservi sorprese dietro ogni angolo. la terribile bomba d'acqua che si è abbattuta sabato pomeriggio sulla città martire e su tutto l'hinterland ha causato notevoli criticità e danni alle strade, alle proprietà private e, soprattutto, ai campi coltivati.
In pochi minuti il cielo si è oscurato ed è stato segnato da lampi, tuoni continui per oltre un'ora. Cortili, garage e cantine si sono allagate. Anche qualche attività commerciale che non ha la soglia rialzata ha fatto i conti con il fiume d'acqua che si è riversato dal cielo con la potenza del vento. In alcuni palazzi si sono rotte le finestre nella tromba delle scale, sono volati stendini dai balconi e vasi con fiori e piantine, in alcuni casi si sono staccate le tende parasole atterrando rovinosamente nei cortili. Danneggiate le macchine parcheggiate.

I carrellati condominiali si sono rovesciati e l'immondizia è stata sbalzata ovunque.
La strada per Montecassino è rimasta bloccata per diverso tempo a causa degli alberi che si sono abbattuti sulla carreggiata, stessa sorte e stesse scene sulla Casilina Sud dove, nei pressi del bivio per Cervaro, un enorme fusto è finito sulla strada rendendo impraticabile una corsia. Rami e piante anche sulla Casilina Nord in direzione Piedimonte. La Valle dei Santi, già messa a dura prova per il maltempo dello scorso 8 giugno, ha tremato quando ha visto i canali e i torrenti gonfiarsi all'inverosimile e l'acqua arrivare sulla carreggiata.

Interi quartieri sono rimasti per ore senza corrente, zone di periferia e abitazioni isolate. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore prestando soccorso a tutti, dando priorità alle situazioni più critiche.

Il dramma degli agricoltori
A pagarne ancora una volta e spese maggiori sono stati loro, i contadini. Sono andati distrutti orti, ma non semplici orticelli casalinghi, intere coltivazioni e campi sono stati devastati dalla pioggia e dal vento. Raccolti che non potranno più essere venduti e che rappresentano l'ennesimo schiaffo a una categoria già vessata prima dall'emergenza sanitaria che ha imposto restrizioni per i mercati cittadini che, per ovvie ragioni, sono stati sospesi a lungo, poi per il maltempo di inizio giugno e sabato, ancora una volta, per la terribile ondata di maltempo.

Un noce altissimo si è abbattuto su una vigna distruggendo anche la recinzione. Tantissime le spese affrontate a fronte di scarsissimi rientri economici. Il vento ha sradicato alberi maestosi e piegato fusti di piante di mais e alberi da frutta. Davanti a una simile situazione gli operatori del settore agricolo sono avviliti, alcuni alzano bandiera bianca. «È andata. Non c'è più niente. Ripuliremo i campi e penseremo al da farsi. Anche i pomodori sono ormai andati persi, come tutto il nostro lavoro» ha dichiarato un agricoltore del Cassinate.