Due regioni in difesa del fiume Liri. Ieri, in terra abruzzese, si è svolto nella mattinata un tavolo tra il consorzio "Conca di Sora" e il consorzio "Ovest di Avezzano", indetto per trovare una soluzione al problema della schiuma bianca. Soluzione che non può prescindere dal coinvolgimento diretto delle istituzioni regionali di Abruzzo e Lazio.

«Un confronto utile, positivo e propositivo» lo ha definito Stefania Ruffo, commissario dei Consorzi di bonifica della provincia di Frosinone. Il tavolo, convocato da Massimo Gargano, direttore dell'Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, si è tenuto alla presenza del dirigente Franco Amiconi e del direttore Abramo Bonaldi del consorzio "Ovest di Avezzano".

«Da adesso questo ente, ogni volta che procederà alla fase di scarico delle acque, informerà anche il "Conca di Sora", per metterlo nelle condizioni di procedere a una verifica e agire con immediatezza sulle paratoie in territorio ciociaro in presenza di eventuali anomalie.
Inoltre, i dirigenti del consorzio abruzzese hanno precisato che non rientra nelle loro competenze verificare, tramite analisi, la qualità delle acque, perché tale prerogativa riguarda l'Arta Abruzzo, agenzia regionale per la tutela dell'ambiente», Stefania Ruffo si è detta pronta a informare dell'incontro l'assessore regionale all'Agricoltura Enrica Onorati, che sempre ieri ha ricevuto aRoma isindaci di Sora e Isola Liri.

«È necessario mettere in atto un piano di monitoraggio ambientale costante sul fiume Liri, in particolare nel tratto di prossimità tra il Lazio e Abruzzo»: è la proposta avanzata dal presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini. «Esprimiamo soddisfazione per l'attenzione mostrata dalla Regione Lazio, che ha preso in considerazione una valida iniziativa da coordinare con la regione Abruzzo hanno dichiarato i due sindaci Questo sicuramente è un buon inizio».

L'assessore Onorati, dopo avere ascoltato Quadrini e De Donatis e fatto il punto sulla situazione, ha sottolineato che «è necessario aggredire il fenomeno per evitare che la diventi più complesso. Verranno messi in campo tutti gli strumenti di controllo per tutelare l'ambiente e le comunità della zona»