«Al di là dei titoloni sui giornali, di concreto abbiamo visto poco da parte del Governo, anzi, quasi nulla, a sostegno della nostra categoria e più in generale del comparto turistico nazionale». Inizia così il grido di dolore e rabbia, l'ennesimo, lanciato da Federalberghi Fiuggi e Provincia di Frosinone attraverso il suo presidente Bruno Della Morte che propone una doppia riflessione.

«In ambito territoriale  - spiega - registriamo segnali incoraggianti dal tavolo congiunto tra Regione Lazio e Comune di Fiuggi, propedeutico al rinnovo delle concessioni minerarie attraverso un accordo di programma. Un'intesa in cui crediamo, sperando che la Regione metta sul piatto in maniera decisa anche nuove e adeguate risorse finanziarie, estendendo le concessioni sanitarie in capo ad Atf. E questo anche per incoraggiare quegli investitori interessati al bando di privatizzazione dell'azienda termale, annunciato a breve».

Il presidente di Federalbeghi, quindi, evidenzia gli aspetti negativi della situazione: «Purtroppo, continuiamo a registrare le solite manfrine politiche tra le forze di Governo, spaccature interne, chiacchiere tante e sostegni alle imprese del settore turismo zero o quasi. Imprese costrette come sempre a fare i conti con gli istituti di credito che, nonostante le garanzie del Medio Credito Centrale, continuano a gestire l'accesso alla liquidità come hanno sempre fatto. Quindi con istruttorie lunghe, complesse e farraginose all'esito delle quali purtroppo in pochi portano a casa il risultato sperato.

Nei giorni scorsi  - ricorda Della Morte - abbiamo preso atto dell'accordo raggiunto in sede europea dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che prevede aiuti all'Italia per 209 miliardi di euro, parte a fondo perduto e parte sotto forma di prestiti. Non ci è dato ancora sapere dove e come verranno destinate queste somme. Sappiamo però con certezza che saranno disponibili a partire dal prossimo anno quando migliaia di imprese saranno già morte e sepolte, con percentuali altissime nei settori alberghiero e ristorazione».

La conclusione del presidente di Federalberghi è molto pessimistica: «Al di là delle chiacchiere e delle promesse, la realtà è sotto gli occhi di tutti, come quella che vede ancora centinaia di migliaia di lavoratori in attesa della cassa integrazione di marzo. Prevediamo, pertanto, un autunno caldo e molto complicato».