Ancora lamentele da parte degli operai per le norme anti-covid non risparmiate su alcuni autobus che trasportano gli operai nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. In particolar modo il rappresentante della salute e della sicurezza della Fiom fa presente, come già nelle scorse settimane è stato costretto, su sollecitazione degli operai, a rivolgersi alle forze dell'Ordine per il distanziamento non rispettato su un autobus proveniente dal Nord della Ciociaria. Ieri mattina si è palesato lo stesso problema.

E quindi Pierluigi De Filippis, Rls della Fiom, torna ad appellarsi oltre che all'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato e al governatore Zingaretti, anche al ministro Speranza. «Spesse volte, nelle sue dichiarazioni, il ministro della Salute, giustamente, richiama gli italiani al rispetto delle regole e al distanziamento sociale per evitare il diffondersi del virus. Chiediamo dunque al ministro se, in uno stabilimento importante come Fca, dove all'interno gli operai lavorano 8 ore con la mascherina in rispetto delle norme, sia giusto che poi su alcuni mezzi di trasporto queste regole non vengono rispettate».

Un appello, quello del sindacalista, che guarda soprattutto a settembre, alla ripresa. Perchè il 31 luglio lo stabilimento chiude i cancelli e poi ci saranno tre settimane di ferie estive. Lunedì della prossima settimana il Ministero fornirà anche i dati delle immatricolazioni relativi al mese di luglio e i sindacati, all'unisono, evidenziano che il settore è a picco e che dal Governo arrivano solo palliativi. Al momento non sono infatti ben chiari i piani di Palazzo Chigi per rimettere in moto il settore dell'automotive e il segretario nazionale dei metalmeccanici della Cgil Michele De Palma tuona: «Il comparto auto in Italia vale il 5% del Pil e la crisi è iniziata da prima del Covid.

Molte imprese della componentistica legate a Fca erano in difficoltà già da anni per il calo delle quote di mercato del Gruppo in Europa. Una parte del processo di ristrutturazione del settore è stata affrontata nel 2008-2011 ma rispetto alle previsioni, ad esempio, le Alfa Romeo sono 400.000 in meno». Il calo del Biscione ha visto aumentare a dismisura la cassa integrazione nello stabilimento di Cassino: adesso sulle linee del sito pedemontano arriverà il Suv della Maserati, Giulietta uscirà di produzione e per Giulia e Stelvio ci saranno le varianti ibride. Ma solo a partire dal 2021, l'anno della fusione con i francesi della Peugeot.