Nessuna convocazione in procura, nessuna informativa di garanzia. Ad oggi Sergio Cippitelli, commissario dell'Ater ed ex sindaco di Broccostella, non ha ricevuto alcuna notifica. Di certo ci sono soltanto le perquisizioni effettuate venerdì, che si inseriscono indubbiamente nel solco di un'indagine in corso e di accertamenti certosini da parte della procura di Cassino. Ma il commissario Ater non sa ancora per cosa risulterebbe indagato se non per l'ipotesi rilanciata dai media: quella di corruzione elettorale.

Ieri pomeriggio Cippitelli ha incontrato per poco più di mezz'ora il suo legale, l'avvocato Sandro Salera, che non ha rilasciato in merito alcuna dichiarazione.
Insieme avrebbero analizzato solo la situazione. È chiaro che senza alcuna notifica, non sarà possibile neppure approntare una possibile strategia difensiva per poter dimostrare le proprie ragioni. E allo stato dei fatti, l'unica cosa da fare è attendere che gli inquirenti facciano i passaggi necessari. Solo allora sarà possibile capire in base a cosa la procura riterrà di contestare se il commissario valuterà ad esempio la possibilità di chiedere di essere ascoltato.

La bufera giudiziaria che lo ha coinvolto, lo ricordiamo, ha finito per toccare anche la sua ex segretaria Loredana Iacoboni e l'attuale vicesindaco del paese Antonio Conte, tutti indagati dalla procura di Cassino (sembrerebbe) per corruzione elettorale e altri reati collegati relativi alle elezioni comunali dell'anno scorso, a cui Cippitelli ha partecipato come candidato consigliere dopo tre mandati consecutivi da sindaco.

Per ricostruire l'avvio dell'inchiesta bisogna infatti risalire a un anno fa, all'indomani delle elezioni comunali, quando dai banchi dell'attuale opposizione partì un esposto che evidenziava delle irregolarità.
Le forze dell'ordine hanno così messo in moto un'azione investigativa che ha portato ad aprire un fascicolo. Nelle scorse ore, però, anche la minoranza ha sollevato dubbi sulla "paternità" dell'avvio delle indagini. Occorre soltanto attendere.