Eurozinco, il blitz di carabinieri e polizia locale scopre il vaso di Pandora e riaccende speranze occupazionali.
L'irruzione effettuata la settimana scorsa nello stabilimento chiuso da anni, ha accertato l'esistenza di diciotto vasche contenenti acidi da eliminare.

Il liquidatore incaricato della vendita del sito (terzo lotto) avrebbe dichiarato alle forze dell'ordine e all'Arpa che la bonifica sarebbe in via di programmazione. Al di là dell'aspetto ambientale pur rilevante, le esalazioni delle sostanze avrebbero compromesso l'intera struttura, non più recuperabile. A questo punto il prezzo base d'asta dell'immobile, circa sei milioni e mezzo, andrebbe abbattuto e riportato a una cifra consona e seria.

Solamente a certe condizioni, infatti, la Mitas Siderpali, "dirimpettaia" di Eurozinco, formulerebbe una proposta d'acquisto, rilanciando il settore che sta già rifiorendo.
Siderpali, già consorella di Eurozinco, è proprietà della Mitas Industry. Lo stabilimento anagnino è l'unico in Italia ad essere dotato della gamma completa di linee produttive di ultima generazione per tutte le tipologie di pali e torri mono-tubolari. La capacità produttiva media è di oltre 15.000 tonnellate/anno.

La Holding "Mitas Group" connta diverse leadership internazionali nelle strutture in acciaio, nella zincatura a caldo e nella verniciatura, nelle bullonerie speciali e nei progetti turn-key. L'utilizzo della ex Eurozinco completerebbe il ciclo produttivo evitando dispendiose commesse fuori sede, favorendo l'aggressione del ricco mercato e, naturalmente, l'occupazione.
Paragonato al prezzo d'acquisto della ex Videocon (meno di un milione e mezzo) per immobili di gran lunga superiori, quello della Eurozinco appare palesemente esagerato.