Vent'anni. Tanti sono trascorsi dalla notte tra il 10 e l'11 giugno 2000 quando ignoti malviventi trafugarono due preziose tele del Velpi dall'interno della cattedrale di S.
Maria Assunta ad Atina.

Le stesse tele erano già state oggetto tempo prima di un tentativo di furto, ma in quell'occasione i ladri fecero troppo rumore e fu dato l'allarme. Ma al secondo tentativo, purtroppo per i tesori custoditi nelle chiese di Atina e, in generale, del patrimonio cittadino, il colpo andò a segno.

Non solo, insieme alle due tele sparirono arredi e oggetti sacri, ma alcuni di essi furono ritrovati e tornarono ben presto a impreziosire di nuovo l'altare maggiore. Le tele trafugate avevano a oggetto il patrono di Atina, San Marco il Galileo: in una era rappresentato il martirio di San Marco, nell'altra la conversione episcopale di San Marco (entrambe eseguite dall'artista nel 1769).

Sono tre le opere pittoriche di Luigi Velpi (corrente napoletana, che faceva capo a Francesco Solimena) presenti nella Cattedrale di Atina. Sono passati vent'anni, ma ai cittadini di Atina si affaccia il dolore ogni qualvolta passano vicino alle pareti vuote.
Qualche anno dopo il furto il parroco di Atina, don Domenico Simeone, fu contattato dai carabinieri della Sardegna che gli chiesero particolari sulle tele, da allora non se ne seppe più nulla.