Su alcuni modelli delle vetture prodotte dal gruppo automobilistico Fiat-Chrysler sarebbero stati installati dispositivi non conformi alla regolamentazione europea, per cui le emissioni inquinanti sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione. Per vederci chiaro ieri mattina c'è stata una perquisizione della Guardia di Finanza nelle sedi del Gruppo ma l'azienda si è detta subito disponibile a chiarire tutto. Nella sostanza dei fatti l'ipotesi investigativa è la frode in commercio in una inchiesta fotocopia del "dieselgate" nei confronti di Volkswagen.

Il sospetto è che sia stato installato su alcuni modelli di veicoli dispositivi di controllo del motore non conformi alla regolamentazione europea, in quanto in condizioni reali di guida le emissioni inquinanti sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione, e non consentite. Un'inchiesta che non dovrebbe vedere coinvolto lo stabilimento di Cassino e i modelli Alfa Romeo: per Giulia e Stelvio proprio in questi giorni si stanno predisponendo le linee per la produzione dei motori ibridi. Giulietta uscirà invece fuori produzione entro fine anno. E il 2021 dovrebbe essere l'anno della svolta: quella del Gruppo, con la fusione con il gruppo francese di Peugeot, e quella di Cassino che per la prima volta nella storia produrrà una vettura a marchio Maserati: il Levantino.