Lavoratori stabilizzati, contratti di lavoro aumentati, ma anche nuovi progetti e prospettive. È il bilancio che il presidente dell'azienda speciale multiservizi Gino Trotto traccia di questi 5 anni.

Presidente da cinque anni è alla guida della multiservizi. Come è cambiata l'Asm dal suo arrivo fino a oggi?
«La struttura è cambiata totalmente. Abbiamo deciso con il cda di dare una impronta manageriale trasferendo all'interno dell'azienda le conoscenze imprenditoriali.
Abbiamo portato avanti una lunga battaglia, ma i primi a crederci sono stati proprio gli amministratori che hanno considerato e usato la multiservizi come il braccio operativo del Comune. Oggi la nostra è la municipalizzata più grande del territorio ed è stato valorizzato soprattutto il patrimonio umano».

A proposito dei lavoratori, al suo insediamento la situazione è particolarmente complessa.
Oggi quale è la situazione dei dipendenti?
«Abbiamo 65 dipendenti e solo tre sono a tempo determinato, ma anche per loro si andrà verso la stabilizzazione. Abbiamo investito sul personale, abbiamo deciso di gratificarli, renderli orgogliosi della municipalizzata facendo comprendere che la multiservizi sono proprio loro. Li abbiamo resi protagonisti. Per questo abbiamo adeguato i contratti, stabilizzato molte figure e aumentato le ore a tante».

Ma nel corso di questi anni sono state aggiunte anche altre attività come l'organizzazione del Carnevale.
«Sì, l'organizzazione del Carnevale penso abbia portato lustro alla nostra azienda. Tutti i contratti assunti sono stati operati e, dopo l'approvazione del bilancio, provvederemo anche al saldo dell'ultima edizione.
Ci siamo misurati su nuovi servizi che, sono convinto, ci proiettano nel futuro a poter essere una azienda multitasking e a gestire sempre più, e differenti, attività».

Spesso la politica ha usato l'Asm per accentuare lo scontro…
«Guardi, non ho mai voluto far entrare la politica all'interno dell'azienda. A prescindere dalle sollecitazioni che potevano arrivare da ogni parte, ogni attività, ogni servizio è stato sempre portato avanti nell'interesse collettivo. Come il nostro impegno è sempre stato quello di voler svolgere un servizio alla comunità».

Si riferisce al fatto che a inizio mandato avete rinunciato alle indennità?
«Lo abbiamo scelto a inizio mandato e lo abbiamo confermato oggi. Nessuno del consiglio di amministrazione percepisce alcun emolumento e io non percepisco nulla neanche per la doppia funzione di direttore generale. Consideri che da cinque anni vengono risparmiati circa 60.000 euro l'anno, ognuno può fare il conto di quanto si è risparmiato fino a oggi».

A settembre ci saranno le elezioni. Cosa accadrà se non dovesse essere riconfermato il sindaco uscente?
«Escludo il fatto che non venga riconfermato il sindaco uscente, sono stato nominato da lui e sono un suo rappresentante e la cosa mi dispiacerebbe non per la mia riconferma ma per la sua. Tuttavia, mi auguro che nel futuro si potrà continuare a portare avanti una gestione con i presupposti che, fino a ora, hanno permesso un rilancio dell'Azienda. Abbiamo creato una immagine grazie a un connubio importante, la nostra gestione manageriale e una amministrazione che ci ha creduto. Abbiamo messo al centro i dipendenti (che rappresentano l'Azienda) e i servizi. Spero si continui su questa strada. Se poi non sarò più io a gestire non c'è problema, continuerà a fare la mia vita, il mio lavoro».