Non solo il centro storico, ma anche l'altro polo cittadino di Atina inferiore soffre la presenza di edifici non abitati o non utilizzati e che, col tempo, si avviano lentamente alla rovina. Infatti, proprio al centro della popolosa contrada di Ponte Melfa, invaso dall'edera e dalle erbacce, resiste il tetro fabbricato che una volta ospitava il glorioso cinema Melfa. Dopo la crisi del cinema degli anni ottanta, la proprietà non riusciva a trovargli una destinazione: si parlò anche di cederlo a privati che, previa demolizione, ne avrebbero ricavato un edificio con appartamenti, ma furono e rimasero solo ipotesi.

Finché tre anni fa si aprì uno spiraglio: grazie a un decreto del presidente del Consiglio dei ministri del giugno 2017 fu ideato il progetto "Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati" e, tra i 273 luoghi prescelti nel bando c'era inserito il cinema Melfa. Fu destinatario di un corposo finanziamento pari a 1.408.000 euro e l'ente attuatore della sua rinascita era la XIV Comunità montana di Atina che aveva elaborato il progetto di ristrutturazione e riconversione. Da allora i cittadini di Atina sperano che sia la volta buona in quanto più volte fu riferito di notizie che davano per certo finanziamenti all'ex cinema conclusi poi nel nulla.

I primi risalgono al 2006: grazie alla legge regionale "Sviluppo delle strutture culturali nel Lazio" si era aperta la possibilità di ottenere finanziamenti per la ristrutturazione di fabbricati adibiti a teatro, ma si perse nel tempo. In seguito (2007) si tenta l'operazione riapertura cinema Melfa con uno stanziamento di 400.000 euro: dalla legge finanziaria regionale arrivano 220.000 euro, il comune di Atina si accollò una quota (80.000 euro), mentre i restanti 100.000 arrivarono di nuovo dalla Regione Lazio tramite XIV Comunità montana di Atina.

L'intento è sempre lo stesso, riportare ad Atina il cinema come spazio culturale e formativo soprattutto a favore dei giovani e le speranze oggi sono rivolte all'ente sovracomunale di piazza Volsci che negli ultimi tempi è l'unico ente nella Valle di Comino che gestisce lavori di una certa entità, grazie anche all'attivismo del suo presidente, Antonio Iannetta.