Duecentosedici milioni. Sono gli euro che dal 2005 al 2019 gli immigrati presenti in Ciociaria hanno inviato nei Paesi di origine. Un tesoretto che negli anni ha avuto una crescita continua, di pari passo con l'incremento delle varie comunità presenti in provincia di Frosinone, ma anche delle battute d'arresto quando la crisi economica ha colpito soprattutto i lavoratori meno qualificati.

Nel 2005 i soldi inviati all'estero dagli stranieri, secondo il report della Banca d'Italia, e inviati attraverso i canali ufficiali di trasferimento di denaro, erano poco meno di 11 milioni. Lo scorso anni sono arrivati alla cifra record di 17,7 milioni. Dal 2005 in poi la crescita è stata graduale: poco meno di 12,5 milioni nel 2006, 13,8 milioni l'anno dopo, 14,2 nel 2009. Quindi la prima discesa visto che nel 2009 l'ammontare si è attestato a poco più di 14 milioni. Poi due anni di crescita a 14,4 e a 15,4 milioni nel biennio 2010-11 e il nuovo calo a 14,3 nel 2012. Lenta risalita a 14.678.000 e a 14.694.000. Ulteriore diminuzione a 14,2 nel 2015 e a 14,3 l'anno successivo. Nel 2017 i milioni destinati all'estero sono stati 14,8. Quindi la decisa crescita fino ai 16.045.000 del 2018 e ai 17.780.000 dello scorso anno.

Guardando la classifica si ha una doppia impressione. Da una parte si ha la geografia dei Paesi da cui gli immigrati sono partiti per l'Italia e per la Ciociaria. Dall'altra, ci sono invece Paesi di destinazione dell'emigrazione ciociara nel mondo quali Stati Uniti (1,8 milioni), Canada (1,5 milioni), Francia (4,3 milioni) e Regno Unito (2,3 milioni). E dove ancora oggi ci sono forti comunità ciociare, rinforazate anche da nuovi arrivi di chi, complice la crisi, cerca nuove opportunità all'estero. Ed è probabile che una quota di queste risorse sia destinata non soltanto a parenti di immigrati residenti in Italia, ma anche a chi da Frosinone e provincia è partito alla ricerca di un furto migliore.
Numeri alla mano, il Paese che maggiormente beneficia delle rimesse verso l'estero è la Romania.

Quella romena è la prima comunità straniera in Ciociaria, è stata e continua a essere la prima nazionale dove vengono inviati i denari, ma è anche uno dei Paesi che ha maggiormente sofferto della crisi. Se, infatti, nel 2011 in Romani arrivavano poco meno di 7 milioni di euro, ora quella cifra si è dimezzata toccando i 3,5 milioni. La crescita e l'inizio della diminuzione è stata graduale, ma negli ultimi anni il calo delle rimesse è stato notevole. Si è passati dai 6,2 milioni del 2012, l'anno dopo il record, a poco più di 6 milioni nel 2014. E ancora 5 milioni nel 2016, 4,5 nel 2017, 3,9 l'anno successivo e 3,5 del 2017. Peraltro, in tutti questi anni, in Romani sono arrivati più di 82 milioni.

Al secondo posto con 13,4 milioni di euro c'è l'Albania, altra nazionale dalla quale in tanti sono partiti alla volta della Ciociaria. A differenza della Romania, l'andamento delle rimesse è abbastanza lineare e si attesta tra i 700.000 euro del 2013, l'anno peggiore al 1.139.000 del 2006. Dal 2015 in poi le somme inviate in Albania si aggirano sugli 800.000 euro. Nell'ultimo anno sono stati 827.000. Sul terzo gradino del podio c'è l'Ucraina con 8,3 milioni di euro inviati a casa, di cui 530.000 solo nel 2019. Anche qui si nota una contrazione rispetto ai 700.000 spediti nel 2010, ma negli ultimi due anni c'è una ripresa.

Sono 7,9 milioni gli euro partiti alla volta del Bangladesh. La comunità bengalese ciociara prima inviava appena 2.000 euro, ora ne invia 2,3 milioni, secondo Paese nel 2019 dopo la Romania. È stata un'esplosione soprattutto negli ultimi due anni, dato che nel 2016 la cifra si era attestata sugli 845.000 euro.
Con 7,3 milioni di euro c'è la Repubblica Dominicana. Nel 2005 beneficiava di 264.000 euro passati a 926.000 nel 2014, ma ora più che dimezzati (417.000 euro).
Con 6,4 milioni di euro c'è la Bulgaria, altro Paese che ha risentito della crisi. Si passa, infatti, dai 606.000 euro del 2010 ai 254.000 del 2019. In decisa crescita negli ultimi quindici anni c'è l'India che riceve poco meno di 6 milioni di euro. Nel 2005 erano appena 95.000, nel 2010 erano 372.000, nel 2013 554.000 fino ad arrivare a 628.0000 nel 2017, scesi nel 2019 a 561.000.