Lievissimi segnali di ripresa per il mercato europeo dell'auto che chiude il mese di giugno con il 24% in meno delle immatricolazioni migliorando la performances di maggio, quando il calo rispetto allo stesso mese del 2019 era stato del 56%. Ma per Cassino c'è però poco da gioire perché Fca registra un -28% e in questo contesto il marchio Alfa Romeo chiude il mese di giugno con un totale di 3.247 unità vendute in Europa e con un calo del -38,4% rispetto ai dati raccolti nel corso del giugno dello scorso anno.

Alfa, semestre nero
E vedendo nel complesso il primo semestre dell'anno, i dati sono ancora peggiori: Alfa Romeo ha infatti piazzato sul mercato dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2020, poco più di 14.000 unità, con un calo del -51.8%. Nel 2019 le vendite del primo semestre di Alfa Romeo sfiorarono infatti quota 30.000 unità mentre nel 2018 il brand superò addirittura quota 50.000 unità.
La quota di mercato del marchio, dopo la prima metà del 2020, è dello 0.3%. Il lockdown e l'emergenza sanitaria di marzo, aprile e maggio hanno certamente contribuito in maniera negativa, ma ad influire è anche il fatto che Giulietta, ormai sulle linee dal 2010, non attrae più entro la fine dell'anno uscirà infatti fuori di produzione e le varianti ibride di Giulia e Stelvio ancora non sono arrivate sul mercato. A pesare in modo particolarmente negativo sui risultati del primo semestre c'è il forte calo registrato dallo Stelvio, modello a cui è richiesto il compito di trascinare l'intero brand, oltre alla sempre più vicine fine della produzione della Giulietta.
La Giulia continua a viaggiare su livelli molto bassi tanto che le vendite negli Usa hanno superato quelle in Europa nei primi cinque mesi del 2020.

Brilla solo la Francia
«Rispetto al calo di maggio (-56,8%), il mercato europeo dell'auto a giugno è ripartito ma una vera ripresa è lontana e per colmare il divario con il 2019 il percorso è lungo e accidentato. Il semestre spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor vede tutti i mercati dell'area in profondo rosso con un calo minimo del 21,4% in Finlandia e massimo del 54,4% in Croazia. In questo contesto brilla una piccola luce. Viene dal mercato francese che cresce dell'1,2% su giugno 2019, primo effetto del massiccio piano di incentivi varato dal Governo Macron che ha destinato all'auto 8 miliardi».

Nei sei mesi anche il mercato francese è in profondo rosso, come gli altri quattro principali, con cali del 50,9% in Spagna, del 48,5% nel Regno Unito, del 46,1% in Italia, del 38,6% in Francia e del 34,5% in Germania). «In Italia osserva Quagliano il terreno da recuperare è moltissimo. Mentre Francia, Germania e altri paesi europei hanno già in vigore incentivi significativi per il rilancio del settore, in Italia il decreto rilancio non prevedeva incentivi alla rottamazione per le vetture ad alimentazione tradizionale che erano nel 2019 il 92,4% delle immatricolazioni».

L'Italia parte ad agosto
Lecito attendersi che il mercato italiano registrerà dati negativi anche per il mese di luglio, ma ad agosto il mercato dell'auto potrebbe finalmente rimettersi in moto anche nel nostro Paese. Grazie ad un emendamento dell'onorevole Gianluca Benamati, condiviso da maggioranza e opposizioni, il Parlamento ha dato infatti l'ok al provvedimento che prevede incentivi anche per le Euro 6 virtuose sul piano delle emissioni. Questo provvedimento entrerà in vigore, però, solo dal primo agosto. È quindi lecito attendersi che le immatricolazioni a luglio saranno ancora al di sotto dello stesso mese del 2019. «Per un rilancio del mercato italiano dell'auto già nel 2020 - conclude -. Quagliano occorre che il Governo approvi senza indugi anche altre misure efficaci per rilanciare l'economia».