Se nessun altro si muove ci pensa la comunità montana "Valle del Liri" a proporre una conferenza di servizi per esaminare con gli enti competenti e le associazioni interessate che cosa accade al Liri e se le ricorrenti "schiumate" e le morie di pesci, come l'ultima di lunedì scorso, abbiamo risvolti di carattere ambientale e socio-economico sull'intero territorio. 

Il commissario dell'ente montano Gianluca Quadrini e il sub commissario Amilcare D'Orsi hanno scritto al presidente della Provincia de L'Aquila Angelo Caruso e al vice presidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente: "Appare evidente che la salute del Liri riveste un interesse interregionale in quanto lo stesso nasce in provincia dell'Aquila e prima di arrivare nel Lazio raccoglie le acque derivanti dal bacino del Fucino, dove insistono impianti industriali e agricoltura intensiva - si legge nella lettera - Chiediamo di intervenire celermente per cercare di individuare le cause che portano a questa grave situazione ambientale".
Intanto il comando della polizia locale di Sora ha ricevuto i primi risultati delle analisi compiute dall'Arpa lazio sui campioni d'acqua prelevati nel fiume dopo l'ultima moria di pesci.

«I dati rilevano una scarsa presenza di ossigeno nella zona della diga di Valfrancesca - spiega il comandate Paolo Rossi - A duecento metri dalla diga il valore è più del doppio rispetto alla zona dove sono morti i pesci».
Anche il sindaco Roberto De Donatis è intervenuto: «Fino a quando il meccanismo di eutrofizzazione che genera la moria di pesci per assenza di ossigeno nasce in ragione del ristagno delle acque ci sarebbe poco da preoccuparsi, ma essendo fondamentale il responso della qualità chimica e organolettica delle acque attendiamo la completezza delle analisi dell'Arpa per poter definitivamente sciogliere ogni riserva».

E sulla proposta del consorzio di bonifica "Conca di Sora" di organizzare un tavolo, il sindaco dice: «Già in passato ho avuto numerosi confronti con i sindaci della Marsica. Mi fu detto che si stavano dotando di depuratori, ma gli episodi d'inquinamento di matrice industriale sono proseguiti. Ci vuole l'interessamento dell'assessorato all'ambiente della Regione Lazio, di quello abruzzese e delle associazioni».