Un atto vandalico in pieno centro nella notte tra martedì e mercoledì. Una bravata, forse una scommessa figlia di notti piene d'alcol e di stravizi. In sei o sette, a volto scoperto, hanno imbrattato l'esterno in marmo del palazzo di giustizia in piazza Labriola, poi si sono dati alla fuga. Ricerche aperte per rintracciare i responsabili. A far scattare l'allarme è stato il personale in servizio della Urban Security: grazie al sistema di videosorveglianza implementato e alle tecnologie utilizzate hanno notato prima movimenti strani.

Poi, in pochi minuti, l'atto vandalico in piena commissione: con una bomboletta il gruppo ha lasciato scritte su cui ci sono degli accertamenti mirati imbrattando i marmi. Per poi fuggire a grande velocità. La Urban Security ha allertato le forze di polizia nell'immediatezza e ora si cerca di capire chi siano gli autori del gesto e il significato delle scritte.
Solo a settembre un altro episodio aveva fatto gridare al vandalismo: uova e vernice lanciati contro l'ingresso dello stesso tribunale, proprio durante alcune manifestazioni in città.

Quello delle scritte sul palazzo di giustizia non è, però, il primo episodio: già erano state lasciate sui muri e sulla pavimentazione della piazza antistante nel 2016. Segni tracciati sempre con una bomboletta spray che avevano fatto salire il livello d'attenzione degli inquirenti: gli investigatori avevano infatti ipotizzato che si trattasse di messaggi in codice lanciati dai membri delle bande criminali locali che si contendevano le piazze per lo spaccio degli stupefacenti a Cassino.
Un episodio che suscitò molto clamore, a pochi giorni dal Natale, per il luogo il palazzo di giustizia dall'alto valore simbolico. In quel contesto intervennero anche le unità cinofile per raccogliere indizi: allora le telecamere di sorveglianza non risultavano attive e non si riuscì a immortalare i responsabili.