Carabinieri forestali e Polizia locale hanno avviato il disinnesco della bomba ecologica Eurozinco. Ieri mattina, una "task force" for mata dai carabinieri forestali, con in testa il comandante Castellucci, da una pattuglia della Polizia locale e dai tecnici dell'Arpa Frosinone, ha raggiunto lo stabilimento Eurozinco, in località Paduni, per accertare la situazione all'in terno del corpo principale della fabbrica, chiusa da qualche anno. La struttura, a giudicare soltanto dall'aspetto esterno, deve risentire della massiccia esalazione dovuta alla presenza di acidi nelle vasche utilizzate per la zincatura dei materiali in acciaio un tempo prodotti dalla Siderpali.

La Eurozinco, infatti, era consorella della dirimpettaia Siderpali, oggi proprietà della turca Mitas. L'imprenditore turco titolare della Mitas vorrebbe acquistare la restante parte della Eurozinco dopo averne acquisito alcuni lotti, e aspetterebbe la diminuzione del costo iniziale. Decine di ex lavoratori attendono da anni parte delle spettanze, ma le somme derivate dalla vendita all'asta non sarebbero state utilizzate a tale scopo. Il liquidatore incaricato della trattativa,un professionista partenopeo, avrebbe previsto la bonifica degli ambienti, ma finora nulla è stato fatto nonostante i contattiavviati con una società del Napoletano. Nell'enorme locale sede del reparto zincatura, ci sarebbero ben 18 vasche, ciascuna delle dimensioni di una piscina.

A detta di operai entrati di recente nell'hangar, le vasche sarebbero ancora piene almeno per metà, sommando una quantità enorme di sostanza, presumibilmente tossica, utilizzata per le zincature.
I vapori sprigionati dal liquido avrebbero corroso lamiere e componenti in acciaio. Data la delicatezza del tema, e la gravità di una situazione finora forse sottovalutata, l'Arpa dovrà approfondire gli esami e le analisi dei materiali rinvenuti all'interno delle vasche, ordinando il procedimento previsto dalla severa normativa sull'ambiente. Provvidenziale, quindi, l'intervento delle forze che ieri mattina si sono recate nella Eurozinco. Capita fin troppo spesso, infatti, che sostanze tossiche finiscano nelle falde inquinando le acque e provocando decessi e malattie.