Decine di furti con scasso compiuti in vari comuni della provincia, per un valore totale di circa 350.000 euro, e un clima di terrore che si era insinuato tra i titolari di esercizi commerciali, semplici cittadini e aziende. Una banda composta da otto persone originarie della Romania e una della Tunisia, che studiava i propri obiettivi e spesso usava i furgoni come arieti per depredare le attività e poi darsi alla fuga. Dando infine fuoco ai mezzi. A sgominare il gruppo criminale, che poteva contare anche sulla presenza di due donne, sono stati la polizia di stato, la squadra mobile e i carabinieri del comando provinciale, che ieri mattina hanno fatto scattare l'operazione che ha portato a cinque arresti e quattro divieti di dimora nella provincia. Il gruppo, cinque residenti a Patrica, uno a Giuliano di Roma, uno a Ceccano, uno a Frosinone e uno a Veroli, aveva messo su un'organizzazione capillare dove ciascuno aveva un ruolo ben preciso.

L'operazione Predator
Il blitz è scattato ieri alle prime luci dell'alba. In azione gli agenti della squadra mobile e i carabinieri del Norm della Compagnia di Frosinone, che dopo un'articolata attività investigativa hanno dato esecuzione a nove misure cautelari personali a carico di altrettanti indagati emesse dal gip del tribunale di Frosinone: cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Alexandru Olaru, Mihaela Tatu, Ionut Ciungu, Madalin Aftanasa e Andrei Jascu e quattro divieti di dimora nella provincia di Frosinone nei confronti di Sabri Dhambi, Sabina Sandu, Andrei Matei e Paula Minteanu. A difenderli gli avvocati Vellucci, Masecchia, Pizzutelli, Grieco, Incitti, Campagiorni, Colasanti, Arduini e Merletti. A tutti gli indagati è stato contestato, a vario titolo e in concorso, il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti di furto aggravato e ricettazione di automezzi, carburante o altri beni, e, per due di loro, anche il danneggiamento a seguito d'incendio.

La conferenza stampa
L'indagine e l'operazione sono state illustrate ieri nella sede della questura. Presenti il questore Leonardo Biagioli, Flavio Genovesi, commissario capo della squadra mobile, il colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale dei carabinieri, il maggiore Matteo Branchinelli, comandante della compagnia dei carabinieri di Frosinone, e il luogotenente Angelo Pizzotti, comandante del nucleo radiomobile.
L'indagine è iniziata nell'aprile del 2018, a seguito di una serie di furti consumati sempre di notte ai danni di attività commerciali e imprese della provincia e si è conclusa nel giugno del 2019. I fatti sono stati compiuti sia nel capoluogo che nei comuni di Anagni, Alatri, Supino, Patrica, Ceccano, Ferentino e Monte San Giovanni Campano, e quasi sempre con lo stesso modus operandi tra cui, in alcune circostanze, anche l'incendio di mezzi rubati e utilizzati dai malviventi per i colpi.

La svolta dell'indagine si è avuta dopo i fatti accaduti tra il 6 e il 7 aprile 2018. Durante quella notte, dopo aver rubato un furgone in un'azienda nella zona industriale di Frosinone, la banda lo utilizzò prima per commettere un altro furto a danno di un esercizio commerciale di Veroli e il giorno dopo, come ariete, per sfondare la serranda d'ingresso di un bar-sala slot di Ceccano e poi per darsi alla fuga. L'intervento di una pattuglia dei carabinieri costrinse però i ladri ad abbandonare frettolosamente il veicolo in un capannone dismesso della zona industriale di Ceccano. Il rinvenimento del furgone consentì ai militari di individuare e raccogliere consistenti indizi a carico di uno degli indagati.

Scattarono quindi perquisizioni che permisero di recuperare nell'abitazione dell'uomo l'intera somma di denaro, circa duemila euro, scassinati proprio dalleslot del bardella città frabeterna e vari oggetti frutto di altri colpi, successivamente riconosciuti e riconsegnati agli aventi diritto, tra cui pc portatili, hard disk e numerosi prodotti di bellezza, provento di un furto da oltre 22.000 euro subìto a marzo da un negozio di Ceccano.
Un ulteriore impulso alle indagini è arrivato dal rinvenimento, in un'abitazione di Veroli, di un ingente quantitativo di refurtiva costituito da abiti da sposa, del valore complessivo di oltre 150.000 euro, rubati una settimana prima in un atelier di Alatri. In una circostanza i malviventi sperorarono dopo un inseguimento contromano lungo la strada Asi tre equipaggi della squadra mobile, ma uno dei ladri venne arrestato.