Corruzione, turbativa d'asta e frodi negli appalti delle forze armate per un valore pari a 18 milioni e mezzo di euro. È quanto emerso dall'operazione denominata "Minerva" della squadra mobile di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica della Capitale.

Gli agenti hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Roma, nei confronti di 31 indagati, tra i quali pubblici ufficiali, appartenenti alle forze armate con diverso grado e imprenditori. E le indagini, condotte dalla squadra mobile di Roma, hanno avuto origine da un'altra inchiesta avviata a Frosinone su un'associazione per delinquere con a capo, secondo gli investigatori, un quarantunenne di Castro dei Volsci.

Associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale e alla creazione di fondi neri che vedeva coinvolta una società aggiudicataria di diverse gare d'appalto per fornitura alle forze armate.
In particolare era emersa l'esistenza di una rete di soggetti che sfruttando conoscenze all'in terno delle amministrazioni appaltanti mostravano di riuscire ad ottenere facilitazioni nell'aggiudicazione delle gare.

Come detto le indagini della squadra mobile di Roma hanno preso il via da un'operazione condotta, dal 2016, dalla polizia postale e dalla squadra mobile di Frosinone, nonché dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Frosinone. In quel caso erano state sette le ordinanze di custodia cautelare eseguite.
L'inchiesta, alla luce delle acquisizioni documentali acquisite, rischiava di allargarsi e infatti ha portato a nuovi provvedimenti.

Le indagini dell'altra inchiesta romana, durate quasi un anno, inizialmente hanno fatto emergere episodi di frode contrattuale ai danni delle amministrazioni dello Stato appaltanti da parte delle ditte aggiudicatarie della produzione dei nuovi distintivi di grado per le forze armate, nell'ambito del riordino dei ruoli e delle carriere previsto dal decreto legislativo che ha introdotto nuove qualifiche apicali.

Nel proseguo dell'attività investigativa è stato documentato uno specifico e ben collaudato sistema corruttivo tra imprenditori e ufficiali delle forze armate.
«La Difesa è parte lesa in questa vicenda e pone la massima fiducia nella magistratura». Lo ha detto il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini commentando gli esiti dell'operazione Minerva.