La polemica riesplosa attorno alla sanità alatrense ha chiamato subito una serie di correzioni, smentite, precisazioni, senza tralasciare però le polemiche e le preoccupazioni che in 24 ore sono sorte alla notizia dei lavori di riqualificazione per il reparto di terapia intensiva. Qualcuno ha visto in quest'intervento un disegno per indebolire il "San Benedetto", ma dall'Asl e dai vertici del Pd regionale e comunale arriva acqua su un fuoco che, quando sfiora l'ospedale locale, rischia sempre di diventare un incendio.

L'Asl ha diffuso un comunicato nella giornata di ieri, in cui si dice che "A seguito di una riprogettazione dell'area intensiva a opera dell'ufficio tecnico, lunedì prossimo avranno inizio i lavori di riqualificazione dei due posti letto intensivi di Alatri, già programmati. I lavori consentiranno all'ospedale di disporre di una sezione di area critica, con ottimizzazione di tutti i requisiti di legge per la sicurezza e il benessere dei pazienti e per il maggior comfort del personale che vi lavora. Tutto ciò non va a discapito dell'attività operatoria che si svolge e che, invece, è in fase di incremento nel presidio, compresa quella di ortopedia".
Un altro problema sollevato era riferito agli anestesisti: "Continuerà ad essere garantita la presenza di un anestesista h24 per le necessità dell'emergenza del Pronto Soccorso. Intanto l'equipe anestesiologica, sollevata dalla doppia guardia notturna anche in TI, potrà contribuire alla copertura dei turni di servizio presso gli altri presidi aziendali".

Anche il presidente del consiglio regionale, Mauro Buschini, si è espresso in merito: "Siamo al paradosso: si protesta perché si fanno lavori per potenziare". L'esponente dem invita a tenere l'ospedale fuori dalla campagna elettorale e precisa: "Si tratta di un reparto chiuso negli anni del centrodestra e successivamente riaperto da noi. È arrivato il definitivo riconoscimento dei due posti letto di terapia intensiva, quindi stabilità del reparto stesso. Sono necessari, però, dei lavori per la sicurezza dei luoghi, per i quali si prevede una durata di massimo due mesi.

Nel frattempo, nessuna attività operatoria sarà interrotta perché sarà allestita una recovery room per garantire lo svolgimento degli interventi. Un tempo, il "San Benedetto" era condannato a chiusura certa dalla destra e oggi, invece, è punto di riferimento provinciale, seppur con alcune criticità che vogliamo superare". Tutto chiarito? Per qualcuno, ancora no. I consiglieri comunali Pavia e Tarquini hanno presentato un'interrogazione per ottenere delucidazioni.