Cambiano le stagioni ma la musica non muta affatto.
Il disco è sempre lo stesso: movida affollata e, inutile quasi ripeterlo, piena di smerci e di alcol. Solo che il momento delicato crea un sentimento di doppia indignazione nei cittadini che, puntualmente, pubblicano foto sui social già a partire dalla notte del sabato.

Dapprima l'insofferenza verso quel sentimento di incoscienza che evidentemente abita i giovani che, radunati in moltitudine, non indossano la mascherina, al contrario invece a dare l'esempio ci sono i lavoratori dei locali della piazza che rispettano le norme anti-covid; dall'altra il solito vociare allegro più corretto parlare di urla e schiamazzi che non riesce a far prendere sonno a nessuno della zona, tra strilli, androni dei palazzi scambiati per bagni e il classico lancio delle bottiglie che mai tramonta come sport prediletto dai giovani.

Dalle testimonianze dirette o lasciate sui social da residenti o genitori che portano i figli in centro, nessuno ha in animo la voglia di repressione verso le luci del divertimento ma almeno un sano compromesso in una società che dovrebbe definirsi matura, un compromesso cioè tra buon senso e necessità di svagarsi e di trascorrere, come meglio si crede, l'età giovanile.

Ognuno con le proprie "formule", anche se la piazza regina resta un punto di spaccio dove gli affari hanno ripreso a volare. E prezzi si sono pure calmierati perché si sono riaperte le porte del mercato illecito.
E si è tornati a rifornire tutti, dai ragazzini agli adulti, con estrema facilità.
Ecco allora che tra timori legati al Covid, laddove anche le recenti parole di Zingaretti hanno richiamato alla cautela e alla responsabilità, e maleducazione di taluni ragazzi, le segnalazioni non potevano mancare.