Un sessantasettenne assume un cocktail di farmaci e finisce in ospedale; un quarantenne bloccato dalla polizia poco prima di impiccarsi. Due storie di uomini che volevano farla finita. Il più giovane ha fatto scattare la macchina dei soccorsi che è piombata venerdì sera intorno alla sua abitazione in zona San Giuliano. Sul posto la polizia di Stato, i carabinieri, un'ambulanza e un'automedica.

Un familiare dell'uomo ha ricevuto la drammatica chiamata: il quarantenne gli ha detto che voleva suicidarsi. Subito è scattato l'allarme. Gli agenti hanno iniziato a perlustrare i punti più bui vicino all'abitazione dell'uomo. I residenti hanno temuto il peggio quando hanno visto i lampeggianti fermarsi vicino al centro Serapide, luogo di degrado e spesso teatro di morte. I poliziotti, che hanno anche perlustrato piazza Annunziata e le strade limitrofe, hanno in breve tempo trovato il quarantenne con una corda in mano. Era nei pressi della chiesetta del suo quartiere. È stato poi dissuaso dall'insano gesto e trasferito in ambulanza all'ospedale sorano.

Ventiquattr'ore prima al pronto soccorso del Santissima Trinità era giunto un sessantasettenne, anch'egli di Sora, accompagnato dalla moglie. L'uomo, dopo aver fatto piazza pulita dei medicinali trovati in casa, ha ingerito il micidiale cocktail di pasticche che dopo diverse ore gli ha causato scompensi a diversi organi. È stato ricoverato in terapia intensiva, ma poi è stato necessario il trasferimento all'ospedale di Colleferro.

A spiegare il perché il medico e presidente della commissione sanità del Comune di Sora, Augusto Vinciguerra: «Non si può andare avanti così. L'ospedale di Sora ha bisogno di attenzione. La scorsa notte abbiamo dovuto trasferire il paziente da Sora a Colleferro perché aveva bisogno del supporto di un macchinario che qui c'è ma non funziona ed è in attesa di manutenzione da sei mesi. Non è più possibile questo. Come pure per la carenza di anestesisti le soluzioni tampone non permettono di lavorare come si dovrebbe. Domani, se non spunta una soluzione, il problema degli anestesisti bloccherà la chirurgia oncologica».