Era diventato il bersaglio di quattro studenti (3 maggiorenni e 1 minorenne) presso l'Itis "Don Morosini" di Ferentino, l'allora minorenne e oggi 19enne di Alatri.
Stufo dei soprusi commessi a scapito del giovane studente, il suo papà, decise di presentare una denuncia-querela ai carabinieri, poi ne sono seguite altre del ragazzo diventato nel frattempo maggiorenne.

La storia
Attraverso tali atti si evince che l'allora minore, come in seguito, è stato oggetto di scherzi di cattivo gusto da parte dei quattro compagni di classe, oggi tre sono indagati, oltre al minorenne, vedi per esempio il lancio dell'astuccio e del diario, i lanci di pallette di carta e le varie parole offensive. Anche in qualche festa al di fuori della scuola non è andata meglio al malcapitato.
A maggio 2019 i coetanei si sono ritrovati ad una festa di compleanno in un locale e in quella occasione lo studente preso di mira ha ritrovato la sua minicar in sosta danneggiata. Sempre in quella circostanza i ragazzi additati hanno ostacolato per alcuni secondi la marcia del giovane studente, sostando davanti al suo veicolo.

Simili fatti, come confermerà il suo legale di fiducia, incidono in maniera traumatica sulla psiche della persona costretta a modificare le abitudini di vita. Per l'avvocato della vittima, Antonio Ceccani, come si evince dalla sua opposizione inoltrata al gip alla richiesta di archiviazione del Pm, piuttosto si prefigurano atti persecutori, violenza privata e perfino il furto: «le condotte moleste sono molto di più di due – spiega sicuro l'avv. Ceccani - a partire dagli insulti conclamati da tutti i soggetti sentiti, alla password offensiva per l'htspot, le minacce di dar fuoco alla macchina, danneggiamento, impedire di partecipare alle feste, gettare la borsa o la merenda a scuola».

«Tali episodi - sottolinea - non possono essere classificati ordinarie dinamiche di antipatia-simpatia di classe. Ma costituiscono le condotte tipiche del delitto di atti persecutori. In particolare le condotte degli indagati hanno ingenerato nella vittima uno stato di paura e timore tali da fargli cambiare abitudini di vita».
Il prossimo 17 luglio, nel tribunale di Frosinone, si svolgerà l'udienza in camera di consiglio con la comparizione delle parti.