Furti al cimitero. Rubati fiori, arredi funerari e oggetti personali sistemati sulle tombe dai parenti dei defunti. Il consigliere Marco Colucci lancia l'allarme e chiede controlli e vigilanza per tutelare i visitatori e garantire la salvaguardia dei luoghi di sepoltura che sono in balia di ladri. Chiaramente si tratta di furti di valore irrisorio, percui chili metteinatto nonha un interesse in termini di guadagno, ma inspiegabilmente si "diverte" a colpire i parenti dei defunti che, con costanza e affetto, si occupano della cura del luogo che ospita i morti.

«Ormai troppo frequentemente si registrano furti ai danni delle tombe del cimitero di Ceprano. Ho raccolto da ultimo lo sfogo di una giovane cepranese che purtroppo ha perso il padre prematuramente e che ha visto sottrarre un oggetto caro deposto sulla tomba che la legava proprio al genitore. Di certo non sono gli oggetti o i fiori che mitigano i sentimenti di profonda mancanza dei cari scomparsi, ma mantengono vivo il ricordo e quel legame terreno fatto comunque di oggetti e simboli che hanno avuto un valore. Oggetti affettivi che sono cari a chi li conserva o li lascia sulle tombe a testimonianza di affetti eterni e legami che neppure la morte è capace di spezzare. C'è chi quotidianamente si reca al cimitero a depositare fiori sulle tombe di genitori e figli dedicando pensieri ai propri cari scomparsi ed è assurdo non trovare più fiori e arredi».

«Questi furti - sottolinea Colucci - addolorano e ciò è testimoniato dagli sfoghi spesso pubblicati sui social da parte di chi si sente violato nei propri affetti da sconosciuti senza scrupoli che sottraggono oggetti di fatto privi di valore oggettivo». «Tutto questo deve essere fermato - chiede il consigliere -. Devono essere individuati e puniti i ladri che indisturbati fanno danni e si impossessano di oggetti che non appartengono loro.
Il cimitero deve essere meglio controllato e si deve porre fine agli atti incivili. Lancio un appello al sindaco affinché riservi le dovute attenzioni a un fenomeno che non può essere ulteriormente tollerato».