Un indizio è un indizio, due una coincidenza tre una prova con truffe e raggiri sempre dietro l'angolo.
Quindi massima prudenza e pronti nel dubbio ad avvertire le forze dell'ordine, non prendendo mai per oro colato quanto pubblicato sui social network che, com'è noto non sono elementi tali da garantire che quanto postato corrisponda al vero.

È notizia di queste ore a Fiuggi che si aggirino sedicenti procacciatori di affari, non meglio identificati, che vanno proponendosi come consulenti di imprese di costruzione o di altro genere, anche queste non meglio identificate e però chiedono intorno ai 5 mila euro per singola unità abitativa quale anticipo sui costi di progettazione in materia di "Tax credit 110%".
Prevista nel D.L. 34/2020, gazzetta ufficiale n° 128, che consentirebbe ai titolari di prima abitazione, anche seconda se in condominio, la possibilità di effettuare tutta una serie d'interventi strutturali sul proprio immobile tesi al contingentamento energetico o all'adeguamento antisismico (Super Ecobonus e Sismabonus).

Gli episodi appaiono più che sospetti perché supportati da semplici fotocopie scaricate da internet che altro non provano che in piedi c'è un percorso legislativo che va nella direzione del decreto legge 34/2020, secondo perché proprio per queste ragioni ancora oggi non è chiaro il perimetro degli interventi, emendamenti alla legge compresi. Soprattutto mancano ancora i decreti attuativi attesi per i prossimi giorni dall'agenzia delle entrate che dovranno chiarire tutta una serie di aspetti ed anche se la misura economica sarà estesa ad altre tipologie d'immobili, come ad esempio le strutture ricettive o altre.

In sintesi il tutto è ancora più o meno in alto mare.
Infatti le imprese di costruzioni serie consigliano massima prudenza e di attendere. Ragioni per le quali chiedere degli acconti su eventuali costi di progettazioni appare sospetto ed irrituale, soprattutto se non viene indicata l'impresa che eseguirà i lavori.
Come sempre quindi in questi casi è bene identificare attraverso i documenti l'interlocutore, quindi farsi indicare l'impresa per la quale sostiene di collaborare, eventualmente contattare la stessa ed al primo segnale sospetto avvertire le forze dell'ordine. Ancora una volta massima prudenza.