Un messaggio lasciato sulla scrivania della sede di Cassino, con minacce davvero poco velate. Qualcuno è riuscito a entrare nella stanza del commissario dei Consorzi di Bonifica della provincia di Frosinone e compiere un gesto tanto vile. La dottoressa Stefania Ruffo non si è lasciata affatto intimidire e ha varcato la porta della caserma dei carabinieri di Cassino per sporgere una dettagliata denuncia. In questo modo è stata di fatto minacciata non solo la professionista e donna ma anche le istituzioni come massima rappresentanza della democrazia. I militari, nel più totale riserbo, hanno avviato mirate indagini.

Le ipotesi
Dalle prime informazioni trapelate, sembrerebbe che non si sia ovviamente trattato di una minaccia legata alla sfera privata (gesto deprecabile allo stesso modo), bensì alla sua vita lavorativa. Cioè chi ha scritto e lasciato con tanta disinvoltura il biglietto sulla scrivania del commissario, forse non ha riflettuto abbastanza sul fatto che stava minacciando direttamente lo Stato. Nonostante il rigore e le bocche cucite, l'escussione delle persone e soprattutto le immagini del sistema di videosorveglianza potrebbero portare presto a identificare l'autore dell'episodio.

La condanna
«Esprimo la mia solidarietà alla dottoressa Stefania Ruffo, commissaria dei Consorzi di Bonifica della Provincia di Frosinone, per le ignobili minacce ricevute a mezzo di biglietti anonimi nell'esercizio delle sue funzioni» afferma il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. «Atti deprecabili - spiega - che vanno condannati con forza. Sono convinto che tali gesti non influiranno sul lavoro che la dottoressa Ruffo sta svolgendo in maniera determinata».
«Esprimo la mia vicinanza e solidarietà al commissario. Nonostante una situazione di difficoltà nel tenere in equilibrio l'esercizio finanziario, la dottoressa Ruffo si è distinta nel suo impegno quotidiano. Non sarà un biglietto con gravi minacce a fermare quanto di prezioso si sta facendo. Ancora una volta - ha affermato il consigliere regionale Sara Battisti - si pensa di potere arrestare una donna delle istituzioni nell'esercizio delle sue funzioni, con queste infime miserie umane».

«Stigmatizziamo con forza l'incresciosa minaccia ricevuta dalla dottoressa Stefania Ruffo e allo stesso tempo, condanniamo con forza questo deprecabile episodio avvenuto nei confronti di una rappresentante delle istituzioni che, con professionalità, dedizione, impegno e passione, sta lavorando al fine di dare equilibrio tecnico finanziario all'importante struttura, seguendo quanto disposto dalla legge di riforma dei Consorzi di Bonifica della nostra regione». Così Sonia Ricci, presidente di Anbi Lazio e commissario dei Consorzi di Bonifica di Latina e Fondi, commenta la grave minaccia. «A nome di tutta Anbi Lazio e di tutti i colleghi direttori, dei dirigenti e dei dipendenti delle singole strutture, esprimiamo all'amica Stefania Ruffo tutta la nostra solidarietà» ha aggiunto Andrea Renna, direttore di Anbi Lazio, che auspica sia fatta piena luce circa le responsabilità dell'accaduto. «Confermiamo la solidarietà e il nostro comune impegno - concludono Ricci e Renna - affinché le vicende relative al ripristino della fase ordinaria del Consorzio continuino a svolgersi nell'alveo della correttezza e della serenità».