Decisa la data di riapertura della scuola. Si riparte il 14 settembre. Ma in che modo? E soprattutto dove? A scuola, al cinema, a teatro, al parco? Il via libera alle linee guida è stato dato ieri pomeriggio, durante la conferenza Stato-Regioni sul tema scuola.
«Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche, ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione», si legge nella bozza, che divide e non convince.

Screening e test a campione per i professori. Classi divise in più gruppi di apprendimento, turni differenziali a seconda dei gradi scolastici, estensione dell'orario fino al sabato e, se adeguatamente pianificata, gli istituti di secondo grado potranno utilizzare anche la didattica a distanza, ma solo in maniera complementare. Ma saranno le singole scuole a decidere. E ogni istituto potrà organizzare gli spazi interni ed esterni in modo tale da evitare assembramenti all'ingresso e all'uscita. Ovviamente la palla, di conseguenza, passa anche ai Comuni per quanto di competenza per gli istituti dell'infanzia, della primaria e di primo grado e alla Provincia per le scuole superiori.

Prendendo nello specifico la provincia di Frosinone quale sarà il futuro delle scuole? Come sarà il rientro dopo i tre mesi di lockdown che hanno spazzato via il secondo quadrimestre e con esso anche la campanella dell'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive? La maggior parte degli istituti della provincia non consente di poter stare tutti in una stessa aula, a distanza di un metro. E dovendo "occupare" altre aule, ciò vorrebbe dire togliere lo spazio ai laboratori, a chi deve svolgere principalmente lezioni all'interno di un laboratorio, come ad esempio istituti artistici, alberghieri, tecnici. Scuole, enti locali, enti di terzo settore, istituzioni pubbliche e private. Tutti sono chiamati a "salvare" la scuola. Ma in che modo? Ai dirigenti scolastici la palla di organizzare e decidere spazi, modalità. Ai Comuni e alla Provincia il compito di trovare soluzioni per "lezioni esterne".

Siamo a fine giugno. Restano poco più di due mesi prima dell'apertura delle scuole, fissata a metà settembre (il 1° settembre si riapre, invece, per i corsi di recupero). Ora è tempo però di muoversi, di trovare soluzioni, soprattutto spazi. E di fare tutto in sicurezza. Realizzare nuove strutture non è cosa semplice, forse impossibile. È un nodo dolente della provincia di Frosinone l'edilizia scolastica e pensare di riuscire a trasformare istituti, soprattutto piccole aule, in grandi spazi in poco tempo, che possano contenere tutti gli alunni mantenendo la distanza di un metro, è impossibile.

«Ad oggi dovremmo portare circa il 15% degli studenti fuori dagli edifici scolastici e lo faremo lavorando sull'edilizia scolastica - ha spiegato la ministra Lucia Azzolina - Se non dovessero bastare questi interventi, abbiamo ripreso i tremila edifici scolastici che erano stati dismessi a causa del ridimensionamento scolastico fatto negli anni. Anche quelli sono spazi che possiamo recuperare, ma non basta. Se abbiamo bisogno di più spazi, abbiamo bisogno di più docenti: possiamo assumere fino a 50.000 persone in più tra docenti e Ata a tempo determinato».

La ministra ha, quindi, confermato che ci saranno lezioni anche fuori dagli ambienti scolastici: teatri, musei, cinema, anche «al parco anche quando il tempo lo consente», ma in provincia di Frosinone i cinema sono solo nel capoluogo e anche il teatro, se non si tengono presenti strutture e dismessi da alcuni e decenni. In più, secondo una stima dell'Anp, l'associazione che riunisce i presidi, in almeno il 40% delle aule scolastiche sarà praticamente impossibile mantenere un distanziamento di un metro tra i banchi. Il problema è l'alto numero di classi non in grado di mantenere intatto il numero di alunni: stiamo parlando, infatti, se la stima di Giannelli è corretta, di 160.000 classi troppo piccole, a fronte di circa 400.000 complessive, dalla scuola dell'infanzia alla quinta superiore.

Ciociaria compresa. Le criticità sarebbero, purtroppo, la regola e non eccezioni. Il punto è che per allestire anche la metà delle classi, 80.000 aggiuntive a fronte delle 160.000 probabilmente inadeguate per mantenere le distanze tra gli alunni, occorrerebbero fondi ingenti, sia per l'adattamento edilizio, sia per dotarle di docenti e garantire sorveglianza e pulizia attraverso collaboratori scolastici aggiuntivi. «Abbiamo deciso di investire un nuovo miliardo che stanziamo per ripartire in piena sicurezza a settembre, e ripartire con una scuola moderna, sicura e inclusiva». A dirlo il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di ieri sulla scuola.

«Saranno previsti aumenti generalizzati degli stipendi dei docenti, con un investimento già da luglio» ha detto il ministro il ministro Azzolina. Vedremo anche se di promesse non mantenute in questi mesi è lunga la lista.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle mascherine saranno date disposizioni almeno due settimane prima dell'inizio dell'anno scolastico, in considerazione del mutato quadro epidemiologico, in ordine all'uso per gli alunni e gli insegnanti all'interno dell'aula e negli spostamenti e nella permanenza nei locali comuni.