Ultimo giorno di lavoro. Scade oggi il contratto di 10 dei 45 operai precari della Tiberina che lavorano in fabbrica da quasi 15 anni. L'azienda non intende stabilizzarli e, nel primo incontro, sarebbe naufragata l'ipotesi di un altro rinnovo per 12 mesi.

Per questo prosegue lo sciopero a oltranza e la mobilitazione fuori dai cancelli. Ieri la vertenza degli operai della Tiberina è arrivata in piazza del Popolo a Roma. Il segretario generale della Fiom-Cgil Francesca Re David ricordando le tante vertenze aperte in diverse fabbriche del Paese ha spiegato: «I lavoratori della Tiberina di Cassino stanno scioperando per tutelare gli interinali, è questa la nostra forza, è il tenere insieme la forza dei metalmeccanici e del sindacato. Vogliamo le convocazioni,non possiamo più aspettare».

E a Cassino prosegue la protesta: ieri mattinale tute blu hanno esposto uno striscione con la scritta "Vogliamo rispetto". Oggi prosegue lo sciopero e si attende una nuova convocazione perchè, tra pochi giorni, scadrà il contratto anche degli altri somministrati. Ma da piazza del Popolo dove hanno manifestato i metalmeccanici di tutta Italia con i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm i segnali sono poco rassicuranti.

«Rischiamo uno degli autunni più terribili della nostra storia» è l'allarme del segretario generale dimissionario della Fim Cisl, Marco Bentivogli.
E Rocco Palombella (Uilm) dice: «Non abbiamo più tempo. Dobbiamo appropriarci delle piazze per dimostrare il nostro dissenso».