Nulla di fatto. Dopo oltre sei ore di discussione si rompe il tavolo delle trattative tra azienda e sindacati. La Tiberina non intende stabilizzare i lavoratori precari e quindi all'unisono Fim, Fiom, Uilm e Fismic comunicano che lo sciopero continua ad oltranza anche oggi e fino a che non ripartiranno le trattative per giungere ad una soluzione che tuteli i lavoratori precari.

Le richieste
Stabilizzazione dei dieci precari che sono assunti con contratti di somministrazione ormai quasi 15 anni fa, proroga dei contratti per gli altri 35 precari in fabbrica da pochi anni e certezze su premio di risultato e welfare. Queste le richieste che i segretari della Fim, Fiom, Uilm e Fismic, unitamente alle Rsu di stabilimento hanno portato martedì mattina all'attenzione dei vertici aziendali della Tiberina. L'incontro è avvenuto dopo lo sciopero che è partito lunedì mattina con il presidio dinanzi lo stabilimento. Il sit-in è proseguito anche ieri quando, alle 14, la dirigenza aziendale ha incontrato nuovamente i sindacati e le Rsu di stabilimento per dare una risposta alle richieste che avevano avanzato nella giornata di martedì. Dopo sei ore di discussione, la fumata nera. Nulla di fatto. L'azienda non cede. Salta il banco e continua lo sciopero a oltranza. I sindacati sono compatti come non mai e non intendono retrocedere: adesso la battaglia per la salvaguardia dei 45 posti di lavoro è più importante del premio di risultato e del welfare.

Sos indotto
Appare chiaro che l'indotto di Fca è in forte crisi e se in un primo momento, pre-Covid, erano state solo le piccole aziende dell'indotto di secondo e terzo livello a subire pesanti ripercussioni dal calo delle immatricolazioni, ora va in sofferenza anche l'indotto di primo livello: la Tiberina, che è un'azienda che occupa circa 170 operai, è l'esempio più eclatante.
Anche per questo motivo il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini intende allargare nel sud della provincia l'area di crisi complessa e intende rifinanziare la legge 46 per dare ossigeno all'indotto. Il suo ordine del giorno presentato lunedì dovrebbe essere proprio oggi all'esame del Consiglio regionale. In vista di questo importante appuntamento Buschini ha voluto incontrare nei giorni scorsi il presidente del Cosilam Marco Delle Cese per illustrare i provvedimenti che la Regione intende mettere in campo a favore del settore automotive e dunque di Fca e di tutto l'indotto.

Fca, vacanze in... fabbrica
Intanto, per quel che riguarda la cassa integrazione di Fca, nei prossimi giorni potrebbe esserci uno stop agli ammortizzatori sociali. Dopo il lockdown di marzo e aprile, a maggio e giugno si è lavorato solo tre giorni al mese: un semestre nero per lo stabilimento Fca di Cassino. Fino al 10 luglio è ora in programma la cassa integrazione ordinaria che si aggancia alla prima tranche di cassa in deroga, ovvero la cosiddetta "Cassa covid" concessa dal Governo per fronteggiare l'emergenza.

Lo stabilimento di Cassino può usufruire ancora di quattro settimane che, verosimilmente, saranno utilizzate a settembre senza ricorrere ad altri ammortizzatori sociali. A luglio sono invece previsti ben 16 giornate lavorative, a partire già dai primi giorni del mese: prossimamente è attesa la comunicazione della cessazione anticipata della cassa. Tali giornate lavorative si sarebbero rese necessarie anche per smaltire le ultime unità di Giulietta che alla ripresa autunnale non sarà più sulle linee.