Nelle prime ore della mattinata odierna, a Frosinone, Roma, Spoleto (PG) e Santa Maria Capua Vetere (CE), i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone, coadiuvati nella fase esecutiva da militari di rinforzo del citato Comando Provinciale, nonché delle Compagnie Carabinieri di Frascati, Roma Cassia e Spoleto, con ausilio di un velivolo del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare e di unità cinofile del Nucleo CC di Ponte Galeria, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 11 persone, per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

L'indagine, condotta con l'ausilio di attività tecniche, trae spunto da una mirata attività info – investigativa che ha permesso di raccogliere concordanti notizie secondo le quali un gruppo criminale locale, occupando un alloggio di edilizia popolare, stava gestendo una piazza di spaccio situata in questo capoluogo, al Viale Grecia. Le preliminari attività di osservazione hanno consentito di ottenere immediate conferme su quanto ipotizzato, poiché si aveva modo di notare un viavai continuo di persone fino a tarda sera, nell'intero arco delle 24 ore giornaliere, soggetti del posto o provenienti da comuni limitrofi che peraltro nulla avevano a che fare in quello stabile. Era talmente evidente e costante l'andirivieni  di persone che non poteva passare inosservato agli altri inquilini, che probabilmente per timore di ritorsioni hanno evitato di segnalare la situazione venutasi a creare.

Le indagini poste in essere dagli inquirenti hanno consentito di delineare sin da subito le dinamiche criminali attive presso il citato indirizzo, dove risultavano coinvolte persone di nazionalità italiana e straniera e dove l'appartamento sito al 5° piano era una vera e propria "centrale dello spaccio", la cui illecita funzionalità era garantita 24 ore su 24 ore per sette giorni alla settimana, grazie alla  presenza costante, al suo interno, di almeno una persona, ed al cui interno gli indagati, oltre a spacciare al dettaglio, procedevano a "lavorare" la sostanza stupefacente del tipo cocaina affinché si presentasse "cruda" o "cotta, nonché al suo confezionamento. L'immobile in questione era stato altresì dotato di un impianto di videosorveglianza che inquadrava i posti di obbligato passaggio al fine di avere il tempo per vanificare eventuali controlli da parte delle forze dell'ordine, mentre il portone d'ingresso blindato dell'appartamento era stato ulteriormente protetto mediante l'installazione di un'inferriata in ferro dalla parte interna, che consentiva solo una minima apertura dello stesso, quanto bastava al passaggio di una mano per l'acquisto dello stupefacente.

L'appartamento di Viale Grecia visto dall'esterno sembrava uno dei tanti edifici popolari di Frosinone, invece era un autentico supermercato della droga, una centrale dello spaccio dove si "servivano" decine di clienti ogni giorno, provenienti da Frosinone e dai comuni limitrofi.

Sebbene sul conto degli indagati non sia stata ravvisata una forma organizzativa, gli stessi si sono resi responsabili, a vario titolo, di concorso formale in reato continuato per l'acquisto, la detenzione, il confezionamento, la cessione, il trasporto e lo spaccio continuato al dettaglio di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

Per quanto concerne i ruoli degli indagati, C.I. classe ‘00 emergeva dalle indagini come il vero e proprio "coordinatore" dell'attività di spaccio, mentre C.G. classe ‘94, C.E. classe '92, P.P. classe ‘93, M.L. classe ‘84, A.D. classe '75 e S.E. classe '91, B.J. classe ‘84 e C.S. classe ‘90 risultavano impegnati stabilmente nell'attività di spaccio al dettaglio. Per quanto concerne i fornitori dello stupefacente, veniva individuato un canale "romano" gestito da B.G. classe '86 e P.G. classe '84.

Le indagini consentivano di ricostruire uno spaccato eloquente dell'attività di "sportello dello spaccio" svolta all'interno dell'immobile di viale Grecia, consentendo anche di evidenziare il ruolo preminente, di vera e propria gestione ed indirizzo, rivestito dal pur giovanissimo C.I., il quale manteneva costanti contatti con i fornitori dello stupefacente, curava l'approvvigionamento delle sostanze e coordinava l'attività dei complici che stazionavano giorno e notte nell'appartamento per vendere cocaina ai "clienti" assuntori, riuscendo addirittura ad addebitare al correo A.D., a deconto dai guadagni a lui spettanti, il controvalore dei 32 grammi di cocaina allo stesso sequestrata dai militari operanti l'11 aprile 2019 nel corso di un controllo presso l'appartamento in questione, ritenendolo in sostanza responsabile della perdita.

Le indagini poste in essere nei confronti degli indagati "operativi" intorno ed all'interno della base di spaccio di Viale Grecia consentivano anche di accertare che i rifornimenti di stupefacente e le condotte di cessione "al minuto" di cocaina agli assuntori o ad altri soggetti a loro volta dediti allo spaccio "di strada", hanno riguardato anche un altro appartamento ubicato nella parte bassa del capoluogo, ovvero in Via Marittima, delle cui forniture si occupava anche in questo caso C.I., mentre i soggetti impegnati in quotidiane attività di cessione venivano identificati negli indagati B.J. e C.S..

Per avere un'idea di quello che era il guadagno della "piazza di spaccio" si è proceduto ad analizzare una giornata "tipo", scegliendo peraltro un giorno infrasettimanale, in cui l'afflusso di persone risultava molto minore rispetto al fine settimana, e calcolando l'afflusso giornaliero dei "clienti", circa 120, che quotidianamente si presentavano alla porta dell'appartamento e le relative richieste di acquisto dello stupefacente, riuscendo a calcolare un incasso giornaliero di circa 3.300 euro ed un incasso mensile di circa 100.000 euro.

Le investigazioni hanno consentito di documentare, grazie a riscontri oggettivi e indagini tecniche effettuati in un lasso di tempo di nove mesi (ottobre 2018 – luglio 2019), un "giro di affari" di circa 900.000,00 euro.

Nel corso delle indagini 11 persone sono state tratte in arresto in flagranza di reato, 5 sono state denunciate in stato di libertà e 50 sono state segnalate alla Prefettura di Frosinone per uso personale di sostanze stupefacenti, procedendo altresì al sequestro di 13 chilogrammi di droga del tipo cocaina e hashish.

Con la citata ordinanza, il G.I.P. del Tribunale di Frosinone ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di C.I. e B.J., mentre nei confronti dei restanti nove indagati è stato disposto il regime degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

Nel medesimo contesto operativo, sono stati notificati anche 8 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati per i medesimi reati concernenti gli stupefacenti.

La misura cautelare non è stata eseguita nei confronti di due indagati resisi al momento irreperibili e attivamente ricercati ambito territorio nazionale.

Le perquisizioni domiciliari effettuate nel corso dell'esecuzione della misura cautelare consentivano di rinvenire e sequestrare presso l'abitazione di un'indagata 100 grammi di sostanza stupefacente tipo marijuana, trovata nella disponibilità del compagno convivente, P.L. classe ‘82, il quale è stato tratto in arresto in flagranza di reato e sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa del processo con rito direttissimo.

I lampeggianti blu che si confondono con le prime luci dell'alba, spazzando via gli ultimi scampoli di buio; il rumore di un elicottero che squarcia il silenzio. Si risvegliano così i residenti del capoluogo. A distanza di poche settimane quella di questa mattina è la terza operazione antidroga da parte dei carabinieri del comando provinciale.

Dalle prime ore di questa mattinata gli uomini del colonnello Fabio Cagnazzo hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Frosinone, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Undici arrestati tra italiano e stranieri: due in carcere e nove ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.

Sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di "detenzione, acquisto, trasporto e cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti". L'attività investigativa ha permesso di disarticolare una delle più fiorenti piazze di spaccio della Ciociaria e in particolare quella di "viale Grecia".

di: N. F.

Nuovo scacco al market della droga da parte dei carabinieri del comando provinciale. Dalle prime ore di questa mattinata gli uomini del colonnello Fabio Cagnazzo stanno dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Frosinone, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Undici le persone finite nei guai: per due di loro disposta la misura di custodia in carcere e per nove gli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. Sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di "detenzione, acquisto, trasporto e cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti".

L'attività investigativa, condotta dal mese di ottobre 2018 al mese di luglio 2019, ha permesso di documentare mediante attività di captazione audio/video e servizi l'operatività di un gruppo criminale con interessi nelle province di Frosinone e Roma dedito ad una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di disarticolare una delle più fiorenti piazze di spaccio della Ciociaria e in particolare quella di "viale Grecia".

L'indagine dei carabinieri ha consentito di portare alla luce un giro di spaccio di droga da parte degli indagati, di origine italiana e straniera individuando anche i canali di approvvigionamento dello stupefacente che acquistato, anche in quantitativi dell'ordine di chilogrammi, veniva confezionata in singole dosi per essere ceduta ai numerosi assuntori, per un giro di affari complessivo di 100.000 euro al mese. Nel corso delle indagini sono state già tratte in arresto undici persone nella flagranza di reato, nonché è stato effettuato il sequestro di 13 Kg di sostanza stupefacente tra cocaina e hashish. 

di: N. F.