Il sapore antico che abbraccia la millenaria storia benedettina, è incorporato in un colore ambrato che riscopre una terra che ha allevato e custodito il passato, con quel tocco deciso pronto a viaggiare nel futuro.
In un calice solo si assaporano le origini e l'avvenire dove il palato si tuffa in un'avventura quasi cinematografica. Birra Montecassino non è solo un nettare prezioso, pronto a farsi conoscere dai mercati di tutto il mondo, è anche figlia di un'idea imprenditoriale che, ora, si intende condividere con un territorio vasto e unito. Così ha concepito l'imprenditore Daniele Miri la presentazione e degustazione di ieri mattina, Brindisi alla speranza
con Birra Montecassino, un angolo di monte sacro, dove sorge la Tenuta dell'Albaneta, tra ruderi di monasteri e richiami bellici. Un brindisi a tutti i presenti: questo il messaggio lanciato, laddove il sapore dell'unità può far volare lontano i sogni.

La produzione
Il mastro birraio, Benoit Boucher viene dal Canada e "vive" su quelle alture da quattro anni. A lui la parola per primo. Acqua e malto d'orzo gli ingredienti fondamentali, in mezzo processi lenti e appassionati dove ogni passaggio va curato come se fosse quello determinante. Macinazione, tini, cotta, spezie, tutto viene accompagnato in modo assolutamente naturale.
Una birra con quattro malti diversi che si accompagna a cibi forti (carne, brace, formaggio dal buon corpo) per creare un pendant di gusto inimitabile. Luoghi di lavoro incantevoli e immersi nella pace dove anche le finestre hanno vetri colorati incastrati a mosaico con lo stemma di Montecassino.

Il momento giusto
Quella di ieri non è stata una data ma un momento-simbolo. Sì, perché nel chiaroscuro del post covid, c'è una realtà che vuole sorridere al futuro. «Succisa Virescit, il motto dell'abbazia diventa un segnale positivo per tutti noi. Lo facciamo in un territorio ricco, pieno di bellezze ma va sempre tirata fuori l'essenza di queste ricchezze, come abbiamo fatto noi prendendo questa tenuta. Ci siamo tirati su le maniche - ha spiegato Daniele Miri - e abbiamo deciso di fare questo percorso. Adesso abbiamo bisogno del supporto delle istituzioni e di tutti per muoverci insieme. Non deve essere una cosa nostra ma di tutti».

Speranza in volo
A dare fiducia al giovane Miri è stato l'abate di Montecassino. Il progetto di valorizzazione avviato, da qualche anno, dall'imprenditore nella Tenuta dell'Albaneta, di proprietà dell'abbazia di Montecassino, è diventato «un ritorno all'identità di questi luoghi già originariamente preposti ad attività agricole di sussistenza». Parola dell'abate dom Donato Ogliari che ha aggiunto: «L'inaugurazione del micro-birrificio e la prima produzione di birra realizzata con ingredienti coltivati in loco, è un punto di arrivo e un motivo di speranza per il nostro territorio che, oggi più che mai, ha bisogno di vie concrete che conducano a una decisa e solida ripresa. Il progetto Albaneta si inserisce in questa sfida, prospettando una rinascita all'insegna delle nostre radici, del nostro passato, al quale guardare per proiettarci fiduciosi verso un futuro che spesso appare incerto».

Un esempio imprenditoriale
Può essere un esempio per tanti imprenditori. A parlare è il vice presidente nazionale di Confindustria, Maurizio Stirpe: «Un'iniziativa del genere in un settore nevralgico quale può essere l'enogastrononia, unitamente a una componente turistica, può essere una direttrice importante di sviluppo del territorio. Grazie per il coraggio che ha avuto nel portare avanti questa sfida.
Spero che sia di buon auspicio per il nostro territorio, per le sfide che saremo chiamati ad affrontare come cittadini, ognuno con il ruolo che occupa nella società.
Io credo che usciremo da questo periodo solamente attraverso una forte coesione e un modo corretto di interpretare il ruolo che ognuno ha all'interno della società, solo così daremo una spallata ai problemi che ci stanno affliggendo e che saranno destinati ad acuirsi». E, allora, brindisi alla sfida, brindisi alla coesione, brindisi alla tradizione e brindisi al futuro.