Si è aggravato uno dei due accoltellati domenica pomeriggio in una palazzina popolare del quartiere Costantinopoli. Si tratta dell'ex suocero dell'aggressore. L'uomo, di 63 anni, è stato colpito alla gola perdendo molto sangue e ieri mattina è stato operato e ricoverato nel reparto di rianimazione del Santissima Trinità. Migliorano invece le condizioni di suo figlio, intervenuto per difendere il padre e ferito anche lui al torace e alla schiena. Il quadro clinico del trentenne non desta particolare preoccupazione; domenica sera ha impugnato il suo smartphone e si è scattato un selfie nel letto d'ospedale postandolo sui social, un messaggio per rassicurare i suoi cari e gli amici.

Dall'altra sera l'aggressore, il cinquantenne F. B. di origini siciliane, è rinchiuso nel carcere di Cassino. Domenica pomeriggio ha rischiato di compiere una strage: ha impugnato un coltello e al culmine di una lite ha ferito l'ex suocero e l'ex cognato. Dovrà rispondere della pesantissima accusa di duplice tentato omicidio ai danni dei due ex familiari oltre che del possesso dell'arma bianca. La città è ancora sconvolta per quanto accaduto. Sotto la palazzina dove i due feriti hanno cercato scampo inseguiti dall'aggressore ci sono ancora le macchie di sangue. Una scena terribile che difficilmente i presenti potranno dimenticare. Domenica il quartiere dove la famiglia abita era addobbato a festa per l'arrivo del vescovo Gerardo Antonazzo che ha raggiunto i fedeli della zona per la visita pastorale programmata. La messa infatti è stata celebrata, anche se con mezzora di ritardo rispetto all'orario stabilito, proprio perché gli agenti della polizia e gli operatori del 118 erano alle prese rispettivamente con l'aggressore e con i due feriti.

L'accoltellatore è stato bloccato dai poliziotti che si trovavano in zona per il servizio d'ordine della visita pastorale e portato in commissariato dov'è stato interrogato a lungo dal dirigente Paolo Gennaccaro. Nessuna indiscrezione sui motivi che hanno scatenato la sanguinosa aggressione. Anche ieri mattina a Costantinopoli si respirava un clima pesante con poca voglia di commentare quanto accaduto. «Ci auguriamo che i due nostri amici si riprendano presto - dice un abitante del posto che conosce le vittime dell'aggressione - Era un giorno di festa, avevamo addobbato tutto con palloncini bianchi e celesti per accogliere il nostro vescovo, una festa che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Sono stati attimi tremendi: le urla, la paura, immagini che non dimenticheremo facilmente. E in chiesa abbiamo tutti pregato per i due feriti».