Quasi 50 operai rischiano di perdere il posto di lavoro.
Succede alla Tiberina di Cassino, una delle più grandi e importanti aziende dell'indotto Fca. Sono 119 gli operai impiegati all'interno dello stabilimento con contratto a tempo indeterminato ai quali si aggiungono 47 lavoratori somministrati, alcuni dei quali impiegati con questa forma contrattuale da ormai dieci anni.

Ma quest'anno, in vista del contratto in scadenza il 26 giugno, l'azienda ha annunciato di non voler prorogare i contratti a questi lavoratori, anche se sono in Tiberina da dieci anni. Lo stesso discorso vale per gli altri somministrati, che hanno il contratto in scadenza il prossimo mese di luglio.

Inoltre l'azienda ha rotto la trattativa con i sindacati per quel che riguarda il premio di risultato e il welfare.
Per questo motivo da questa mattina è scattato lo sciopero ad oltranza, con presidio dinanzi ai cancelli di tutte le organizzazioni sindacali: Fim, Fiom, Uilm e Fismic. Lo sciopero è stato totale: 100% di adesioni.
Per questo motivo l'azienda per domani mattina ha comandato tutta la forza lavoro in fabbrica.
Cosa significa? Che chi sciopererà perderà la giornata lavorativa in quanto non avrà diritto neanche alla cassa integrazione.

Un guanto di sfida che i sindacati respingono al mittente. "Si tratta di un atteggiamento irresponsabile da parte dell'azienda perchè eravamo arrivati ad un buon punto d'intesa nei giorni scorsi" dice Mirko Marsella della Fim-Cisl.
Rosa D'Emilio, responsabile dell'indotto della Fiom-Cgil mette il dito nella piaga ed evidenzia: "La cosa grave è che da dieci anni questi lavoratori hanno un contratto di somministrazione. Noi come Fiom siamo sempre al fianco dei lavoratori precari: lo abbiamo fatto in Fca e lo facciamo ora, finalmente non soli ma con tutte le organizzazioni. La preoccupazione più grande è quello che succederà tra qualche mese.
Valente della Fismic aggiunge: "Oggi ci troviamo di fronte ad un'azienda che mette in discussione tutto quello che di buono era stato fatto fino ad oggi".
E infine Gennaro D'Avino, Rsu della Uilm chiosa: "Purtroppo da gennaio ad oggi sono cambiate le relazioni sindacali all'interno dell'azienda. Ora credono e sperano di dividerci ma noi andiamo avanti compatti con lo sciopero ad oltranza finché l'azienda non aprirà un confronto serio con noi".